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Ligabue incontra gli studenti della SapienzaTra palco e universitàdi Viviana Toia La facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, ha organizzato venerdì 24 novembre nell’Aula Magna del Rettorato, un incontro tra Ligabue e gli studenti dell’università. Il cantautore bolognese ha presentato nell’ambito della rassegna, Sapienza d’autore, il libro di poesie “Lettere D’Amore nel Frigo”.
L’incontro è stato presieduto dal Magnifico Rettore Renato Guarini, dal preside della facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma Mario Morcellini, dal professor Luciano Russi e, moderatore dell’incontro, è stato il giornalista di Radio Uno Rai Gianmaurizio Foderaro. L’atmosfera dell’incontro sembrava a dir poco surreale, da un lato l’istituzionalità delle personalità presenti sul palco che volevano presentare il libro del cantautore, e dall’altra la folla di fans speranzosi di riuscire ad incontrare il proprio idolo. L’incontro è stato aperto dal Magnifico Rettore (che a malapena è riuscito a presentare il progetto interrotto dalle urla dei fans), seguito dal professor Morcellini e dal professor Luciano Russi che ha introdotto l’attività poetica del cantautore; Ligabue nel 2000 all’Università di Verona dichiarò: “Ho utilizzato la letteratura ed il cinema, oltre naturalmente alla canzone, per esprimere tutto ciò che avevo dentro”. Una dichiarazione antiretorica e asciutta, che esprime al massimo il senso della parola “comunicazione”. Ligabue ha affermato di vedere la poesia come una “compagna di viaggio” per descrivere emozioni, preziosa per chi la provoca e chi la riceve, non solo dunque personale, ma la definisce un’interazione, uno scambio. Il punto centrale è quindi la relazionalità della poesia, capace di instaurare una sorta di dialogo tra chi scrive e chi legge. Il cantautore nel corso del dibattito, ha raccontato di aver scritto le poesie tre anni fa, in un periodo molto difficile della sua vita, che coincideva con la morte del padre, la malattia del cugino… dichiarando di aver vissuto “una serie di montagne russe emotive”, in cui ha sentito la necessità di scrivere per dare sfogo a determinate sensazioni. Ligabue, nel descrivere il suo approccio alla scrittura, chiarisce il suo impegno a far in modo che le parole “suonino”, e soprattutto suonino comprensibili. La canzone, così come la poesia deve risultare “chiara, accessibile oltre che leggera”. I versi del libro, scritti in una sorta d’impulso emotivo, sono senza punteggiatura, a volte compare qualche punto interrogativo, quasi fossero domande rivolte a se stesso, e permettono a ciascuno di leggerle con il ritmo che meglio preferisce. Alla domanda di una ragazza che gli chiede qual è la cosa in cui crede di più, visto che in molti dei suoi testi compare la parola credere, Ligabue risponde infondendo un messaggio di forte speranza. Afferma, infatti, di credere nella vita e di voler trasferire questo messaggio, invita ad aprirsi che poi tanto: “La vita ci pensa lei”.. Molti i temi affrontati nel corso del dibattito, come quando parla del suo rapporto con il tempo: si definisce un “malato psichico del tempo”, dichiara di aver sempre paura di sprecarlo, di non riuscire a sfruttarlo al meglio, e non a caso anche questa parola è onnipresente nei suoi testi. Il cantautore rispondendo poi ad un’altra domanda, in cui gli si chiedeva se non avesse mai pensato di cimentarsi con il teatro, ha risposto di non voler più fare progetti a lungo termine, ma non l’ha escluso. Definisce ogni espressione artistica una “fotografia dell’anima”, una sorta d’autoritratto…dice di essere convinto che la Monnalisa sia l’autoritratto di Da Vinci, la Guernica di Picasso, e le sue poesie non sono altro che lo specchio della sua anima in un determinato momento. Ligabue legge tre poesie tratte dal suo libro, ”Il guscio rotto”, “Le cartoline non inviate”, e “Gli anni in cui eravamo distratti”. Non le spiega perché afferma che le poesie non vanno spiegate, “così ognuno ci può vedere quello che vuole”. Il cantautore parla poi del confine labile tra il sogno e la realtà, dice di non credere in questa divisione, non esistono realtà oggettive, esiste solo la propria realtà. Il cantautore parla anche del suo rapporto con la religione, visto che nelle sue canzoni cita spesso Dio. Per lui è ancora un problema non del tutto risolto, racconta di essere stato cattolico per molto tempo, ma il suo bisogno di credere è andato in contrasto con i rituali propri del cristianesimo. Citando un pezzo di una sua canzone “..nasci solo e solo andrai..” si affronta il tema della solitudine, Ligabue dice di non esserne mai stato spaventato e di avere una sorta di predisposizione naturale, e di non vederla come una condanna esistenziale. Infine si arriva al rapporto di Luciano con il successo; il cantautore dichiara di aver sentito molte pressioni dopo l’enorme popolarità ottenuta con l’album “Buon compleanno Elvis”, con “Radio freccia”…Ligabue afferma che il successo non è come si vuole far credere il Nirvana occidentale o la soluzione di tutti i problemi. Con l’album “ Miss Mondo”, Luciano parlava delle insidie della sua identità: “ma a nessuno interessava ciò che io sentivo e avevo bisogno dire…”. L’incontro si è rivelato molto interessante ed il cantautore bolognese si è mostrato molto disponibile nel raccontarsi.Purtroppo l’evento si è chiuso bruscamente a causa dei fans che hanno assalito improvvisamente il palco dove il cantautore stava tenendo la conferenza. Il cantautore si è anche affacciato dalla finestra del Rettorato per salutare i fans che non erano riusciti ad entrare, quasi come ad un concerto… ma d’altronde “il Liga”, è un’artista capace di riempire stadi interi e non è un caso vedere un’intera cittadella universitaria in delirio… www.ligachannel.com www.ligabue.com
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