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Locarno 2010. Ruggiti dal cinema mondialePresentato a Milano il programma del festival elveticodi Fabrizia Centola Il Festival del film di Locarno compie 63. Presentato a Milano il programma della vetrina d’eccellenza del cinema d’autore, ma non solo. Dal 4 al 14 agosto la cittadina svizzera si animerà di spettatori e di addetti ai lavori. Un momento di confronto e riflessione, un’occasione per vedere film dal mondo. Connotato sin dalle sue origini per ricerca di contenuti, coerenza e libertà con l’obiettivo di dar voce a cinematografie nascenti o oscurate, termometro delle problematiche emergenti ha accolto nel suo alveo denunce e provocazioni, ma senza dimenticare il cinema del passato con omaggi e retrospettive. Una scelta critica che ha sempre privilegiato la qualità, con uno sguardo particolarmente attento ai nuovi linguaggi e ai giovani autori. Con la creazione e lo sviluppo, nell’ultimo decennio, dell’Industry office il festival assume anche un ruolo di sostegno, perché le pellicole possano trovare vita nelle sale, con proiezioni speciali e incontri, pensati per scambi concreti tra venditori, produttori e società di distribuzione. Non un festival da red carpet, passerelle e divismo, ma un festival cinefilo che va alla scoperta dei diversi modi di raccontare la nostra contemporaneità. Il governo svizzero - ha tenuto a precisare il presidente Marco Solari - ha incrementato il sostegno economico al Festival, che mantiene la sua piena indipendenza… Un paese senza immagini è un paese senza memoria e la mancanza di memoria significa mancanza d’identità - ha aggiunto. Sarà il festival delle sorprese, ha detto Olivier Père, direttore artistico. Un programma ricco, capace di intercettare con ampiezza generi e forme diverse: dal poliziesco al cinema sperimentale, dal film di animazione al documentario, dal melodramma alla commedia. Quest’anno poi, un omaggio al cinema di Ernst Lubitsch, un ricordo di Corso Salani con Gli occhi stanchi e la proiezione di due episodi inediti de I casi della vita, a cui stava lavorando e, in occasione del suo avvenuto restauro, la proiezione di Uomini contro di Francesco Rosi. Qualche dato sull’edizione 2010: 300 film, selezionati su 1500 pervenuti; 20 opere prime e 50 prime mondiali con una buona rappresentanza di Romania, Balcani, America del nord e del sud, Paesi Scandinavi e Asia. Insieme, debuttanti e cineasti affermati, insieme lungometraggi a soggetto e documentari. Nella sezione Concorso Internazionale: Christophe Honoré con Homme au bain e Curling del canadese Denis Coté vincitore del Pardo per la miglior regia del 2008 a cui si affiancano i debuttanti rumeni Morgen di Marian Crisan e Bogdan Apetri con Periferic, ci sarà poi l’attrice regista francese Isild Le Besco con Bas-fonds e Daniele Gaglianone con Pietro e con impatto e motivo e forza politica Karamay, documentario del cinese Xu Xin. Consueto trampolino di lancio sarà la sezione Cineasti del Presente: una vitale vetrina - laboratorio, uno spazio da considerare come osservatorio sul futuro del cinema con opere prime, in prima mondiale. Documentari, corti e saggi filmati, Fuori concorso propone tra gli altri di O somma luce (dall’ultimo canto della Divina Commedia) di Jean-Maria Straub, Film perduto degli italiani Yervant Gianikian (di origine armena) e Angela Ricci Lucchi e Io sono Tony Scott, di Franco Maresco, documentario sul jazzista, virtuoso del clarinetto, di origine sicula, scomparso nel 2007. L’Open Doors di quest’anno sarà dedicata ai paesi dell’Asia Centrale a cui si affiancheranno le giornate dedicate al laboratorio di co-produzione, con un sostegno economico ad artisti e produttori dei progetti selezionati. Infine, Piazza Grande, che illuminerà il suo suggestivo scenario con le immagini in movimento di pellicole selezionate per il grande pubblico; cinema d’autore e popolare; film capaci di sorprendere ed emozionare, film di genere che cattureranno circa 8000 spettatori. Qualche titolo: l’atteso Au fond des bois di Benoit Jacquot, Cyrus commedia americana di Jay e Mark Duplass, il poliziesco d’oltralpe L’avocat di Cédric Anger e il thriller di Baran bo Odar, Das letzte schweigen. Per saperne di più, rimandiamo al sito del festival: http://www.pardo.ch/jahia/Jahia/home/lang/it Per concludere, ci auguriamo che anche quest’anno gli spettatori milanesi abbiano la possibilità di poter vedere una selezione dal festival in occasione della rassegna Le vie del Cinema, un’importante finestra culturale che da ormai molti anni anima la Milano di fine estate con film da Venezia e Locarno. Ci auguriamo anche che, contrariamente a quello che è accaduto per la recente rassegna di Cannes a Milano, sia dato spazio ai giovani e agli studenti con tessere che consentano, con prezzi contenuti, l’accesso continuo alle proiezioni, e ai giornalisti la possibilità di avere gli accrediti stampa per poter fare, adeguatamente, un buon lavoro di critica e documentazione. Questo ci auguriamo.
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