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Settimana della Critica - Fuori Concorso "Lønsj (Cold lunch)" di Eva SørhaugPranzo freddodi Laura Croce C’è qualcosa di marcio in Norvegia. E non si tratta di grandi catastrofi o di crimini eclatanti, ma solo della quotidiana e multiforme manifestazione della difficolta di stare al mondo. Questo sembra essere il succo di Cold lunch, film dalle molte anime che intreccia, con garbo e mitezza tipicamente scandinave, le vicende di tre personaggi molto diversi tra loro.
Christer (Aksel Hennie) è un ragazzo che ama essere snob e all’ultima moda ma, in realtà, viene da un quartiere povero e non ha neppure i soldi per pagarsi un tetto sopra la testa. Leni (Ane Dhal), invece, è semplice, mite e spaurita. Cresciuta con il padre in un ambiente ovattato e asettico, dopo l’improvvisa morte del genitore è costretta suo malgrado ad affrontare da sola un mondo di cui non sa davvero nulla. Heidi (Pia Tjelta) è l’avvenente moglie di un immobiliarista violento e insopportabile: si lascia picchiare dal marito davanti al loro figlio in fasce e non reagisce mai, autoconvincendosi di colpe mai esistite. A legarli, a parte qualche incontro fisico del tutto occasionale e privo di ogni rilevanza, è il comune stato di irrequietudine ed il trovarsi senza preavviso a un punto di svolta decisivo nelle loro anonime, eppur problematiche vite. L’atmosfera, lo stile e gli accenti di Lønsj sono così diversi da quelli dei film standard, che è davvero molto difficile dare a quest’opera una definizione precisa. Al racconto delicato e composto si abbinano vicende allucinanti, che solo un autore nordeuropeo potrebbe affornatare con tale flemma, come se si trattasse di eventi di ordinaria micro-follia. L’impianto pacato che porta ad un invisibile crescendo di assurdo e di tragicità, potrebbe magari ricordare il dramma borghese, ma di questo genere mancano sie le atmosfere cupe e grige, sia la sufficiente intensità. Il picco emozionale del film, il momento in cui i destini dei personaggi dovrebbero volgere finalmente ad una risoluzione – tanto per fare un esempio – è rappresentato dalla pseudo-magica apparizione di uno stormo di gabbiani. Anche gli inter-titoli del film, in cui si descrive brevemente lo stadio di evoluzione dei problemi dei protagonisti, sembrano far trapelare con sottile ironia la consapevolezza di stare dipingendo con tinte pastello drammi umani che altri cinematografie avrebbero trasformato in obesi mélo. Lønsj, in definitiva, è un film “estraneo” e difficilmente classificabile, che può annoiare come divertire, lasciare indifferenti o sconvolgere, fosse solo per il suo stile assolutamente inconsueto. Davvero un “piatto freddo”, davanti al quale sembra ridursi tutto a una questione di gusti. Titolo originale: Lønsj Nazione: Norvegia Anno: 2008 Genere: Drammatico Durata: 85’ Regia: Eva Sørhaug Sito ufficiale: Cast: Ane Dahl Torp, Aksel Hennie, Pia Tjelta, Nicolai Cleve Broch, Biørn Floberg, Anneke von der Lippe, Jan Gunnar Røise, Ingar Helge Gimle Produzione: Spillefilmkompaniet 4 1/2 Data di uscita: Venezia 2008
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