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"Lost" - Sesta stagioneIl faro (6x05)di Riccardo Andretta Lost raggiunge un traguardo importante, quello dell’episodio 108 (numero da sempre ricorrente nella serie), scritto per l’occasione dalla coppia Lindelof-Cuse. Tra luoghi di antica memoria (le grotte della prima stagione) e altri mai visitati prima (un faro sulla scogliera), scopriamo qualcosa di più su Jacob e sul suo rapporto con i numeri.
Jacob sarà pure morto, ma si fa vedere in giro molto di più rispetto a quando era vivo. Stavolta ha ancora bisogno dell’aiuto di Hurley, che deve lasciare il Tempio insieme a Jack. Lo status di "candidato" permette a Hugo di superare anche la sorveglianza di Dogen, che non la prende molto bene (per i più curiosi, la traduzione del suo giapponese è "Sei fortunato che sei protetto. Perché se non lo fossi, ti taglierei la testa"). I due, dopo una capatina alle grotte dove ritrovano, tra le altre cose, l’inalatore per l’asma di Shannon e la bara vuota di Christian, arrivano al faro indicato da Jacob. Qui c’è una grande ruota con il nome di un candidato ad ogni grado, e uno specchio che funziona da televisore: dopo le litigate con l’Uomo in Nero, Jacob poteva venire qui e rilassarsi osservando le vite dei suoi potenziali successori. Inutile dire che Jack non apprezza questa violazione della privacy, e in preda a una crisi di nervi distrugge lo specchio. È probabile che ora colui che doveva arrivare sull’isola, a quanto dice Jacob, avrà qualche difficoltà in più a trovare la strada. Poco importa, l’espediente è servito a indicarla a Jack, oltre che ad allontanare i due dal Tempio. Per fortuna il dottorino dimostra un po’ più di controllo nella realtà alternativa di Los Angeles. Nella quale è sempre separato, ma probabilmente da una donna che non è Sarah, infatti i due hanno anche un figlio adolescente. I rapporti tra lui e David non sono semplici, ma alla fine Jack capisce qual è la maniera giusta per affrontarli, ed evitare di ripetere gli errori commessi con lui da suo padre. Nel frattempo, sull’isola, Claire conferma non solo di essere la nuova Rousseau, ma anche di aver leggermente perso la testa. E così uccide Justin, il membro degli Altri che scortava Jin, perché crede che menta sul fatto che è stata la sua gente a rapire Aaron. Un giustamente terrorizzato Jin, dopo aver accennato la verità ed aver ottenuto come risposta un «Dovrò uccidere Kate», ritratta tutto e conferma che Aaron si trova al Tempio. È dunque lì che Claire si dirigerà, e con lei verrà anche il suo vecchio amico, colui che risiede nel corpo di John Locke. Se i flash sideways continuano ad avere importanza relativa a livello di macro-storia (sebbene la cicatrice dell’appendicite suggerisca che forse non sarà per sempre così), in questo episodio perlomeno Jack ha la possibilità di risolvere quel conflitto padre-figlio che, a ruoli ribaltati, non ha potuto sistemare con Christian. La sensazione, comunque, è che finora questa sesta e ultima stagione fatichi un po’ ad ingranare. È chiaro che un grande scontro è alle porte, e con esso arriveranno (si spera) anche tante risposte. Ma nel frattempo abbiamo a che fare con episodi, se non proprio "di transizione", perlomeno "preparatori". Ci troviamo in una situazione in cui molti indizi vengono proposti (in fondo, dopo la visita al faro, qualcosa di più in mano ce l’abbiamo), ma le spiegazioni esplicite non possono ancora arrivare. Gli autori lo sanno, e ci scherzano su: da qui nasce il sorriso beffardo di Hurley, che alla domanda di Dogen su chi gli abbia rivelato di essere un candidato, risponde candidamente «Non ha importanza», prendendosi per una volta una rivincita nei confronti degli Altri. Altre volte Hugo è usato in rappresentanza del pubblico, all’interno dell’episodio. Per esempio alle grotte, quando ipotizza che gli scheletri di Adamo ed Eva potrebbero appartenere a qualcuno di loro, tornato indietro nel tempo (idea circolata parecchio tra i fan, specie nell’ultimo anno). È grazie a questo suo prendere le parti del più debole (lo spettatore), che gli perdoniamo anche quando per una volta prende le parti del più forte (gli autori), col suo conveniente «Non abbiamo mai visto il faro perché non l’abbiamo cercato». All’interno dello stesso faro, i nomi sulla ruota sono mostrati un po’ più chiaramente rispetto a quanto avevamo visto nella caverna ne Il sostituto. Tra quelli conosciuti, troviamo anche Rousseau (20), Rutherford (31), Austen (51), Burke (58), Faraday (101), Linus (117), Straume (171), Pace (195), Carlyle (226), Littleton (313). Al famoso 108, grado sul quale Jacob ha detto di posizionare la ruota, c’è un nome barrato: Wallace. Sarà un nome qualsiasi, ininfluente nell’economia della storia? Oppure è un personaggio importante, che non abbiamo ancora mai conosciuto? Forse è il segretissimo nome della nemesi di Jacob? O magari è l’amico di Veronica? Ma in fondo potrebbe anche essere, più semplicemente, il nome di colui che è diretto sull’isola. Finché non ci verrà rivelato, però, è bello pensare che la persona a cui in questo caso si riferisce Jacob sia Desmond. TITOLO ORIGINALE: Lighthouse PRIMA TV USA: 23 febbraio 2010 - ABC PRIMA TV ITALIA: 3 marzo 2010 - Fox SCRITTO DA: Damon Lindelof & Carlton Cuse DIRETTO DA: Jack Bender GUEST STARRING: Veronica Hamel (Margo Shephard), Dylan Minnette (David Shephard), Mark Pellegrino (Jacob), Hiroyuki Sanada (Dogen).
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