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"Lost" - Sesta stagioneAb aeterno (6x09)di Riccardo Andretta È il momento di prendersi una pausa nella narrazione, per fare un passo indietro e conoscere la storia di uno dei personaggi più misteriosi della serie. Si torna dunque ai cari vecchi flashback che, tra una parentesi iniziale (Ilana) e una finale (Uomo in nero), propongono una lunga e ininterrotta sequenza dedicata a Richard Alpert.
Si comincia con un flashback di Ilana, in parte già visto ne L’incidente, con Jacob che va in ospedale a chiederle di proteggere gli ultimi 6 candidati. Poi, dopo una breve sequenza sulla spiaggia nella quale Richard, sempre più frustrato, insinua che tutti loro si trovano non su un’isola bensì all’inferno, inizia la sua storia. Siamo a Tenerife, in Spagna; l’anno è il 1867, e Ricardo ha una moglie (Isabella) gravemente malata. Nel vano tentativo di salvarla, Ricardo uccide senza volerlo l’avido medico, e viene imprigionato. Ad evitargli la pena di morte è la conoscenza dell’inglese, che gli vale l’arruolamento come schiavo sulla Roccia Nera, una nave diretta nel nuovo mondo comandata da Magnus Hanso, avo di quell’Alvar Hanso che nel secolo successivo fonderà il Progetto Dharma. Durante il viaggio la nave incontra una tempesta, e fa naufragio su un’isola a noi ben nota, oltretutto distruggendo la statua di pietra che le fa da guardiano. Qui, tra ufficiali che difettano di misericordia e attacchi del fumo nero, Ricardo rimane ben presto solo. A liberarlo è proprio l’Uomo in nero, che in cambio gli chiede di uccidere Jacob (colui che, a suo dire, lo ha privato del corpo), convincendolo che si tratta del diavolo. La promessa, come quella che farà a Sayid 140 anni dopo, è quella di fargli riabbracciare la moglie morta. Il Jacob del 1800, tuttavia, è molto meno arrendevole di quello del 2000: dopo averlo preso a pugni e "battezzato" in mare (più volte), rivela a Ricardo che l’isola è una sorta di "tappo", che impedisce al male di liberarsi. Poi gli offre un lavoro, quello di intermediario tra lui e la gente che porterà sull’isola (coloro che nel tempo andranno poi a formare la comunità degli Altri). In cambio non può fargli riavere sua moglie, ma può donargli la vita eterna. Di nuovo nel presente, Richard decide che è tempo di riconsiderare l’offerta dell’Uomo in nero, e di passare dalla sua parte. A evitare che questo accada è Hurley che, come e meglio di Whoopi Goldberg in Ghost, fa da medium tra lui e la defunta Isabella. La moglie ha un messaggio per Richard: deve fermare l’Uomo in nero, altrimenti tutti loro finiranno davvero all’inferno. L’ultima scena è un nuovo flashback sui due antichi rivali: Jacob promette al suo nemico che non gli permetterà mai di lasciare l’isola finché vive, e lui a sua volta gli promette che ucciderà lui e chiunque lo sostituirà. Per scoprire come andrà a finire, non dovremo aspettare poi molto. La puntata Richard-centrica era attesa più o meno... da sempre (ab aeterno, come suggerisce il titolo), e a dispetto delle inevitabili aspettative l’episodio non delude. Anzi, complice forse l’assenza dei flash sideways, l’episodio risulta finora il più interessante e riuscito di questa sesta stagione, nonostante la trama e le vicende del presente abbiano uno sviluppo praticamente pari a zero. In appena 45 minuti gli sceneggiatori riescono a costruire un background interessante e convincente per Richard (anzi, Ricardo), che permette di empatizzare con un personaggio (portato con bravura sullo schermo da Nestor Carbonell, è giusto sottolinearlo) che da ora è a tutti gli effetti "uno dei nostri". E poco importa se diverse cose del suo passato erano già state suggerite negli episodi scorsi (l’arrivo a bordo della Roccia Nera, l’immortalità frutto di un dono di Jacob), in questo altri piccoli-grandi misteri vengono svelati. Ad esempio la distruzione della statua, pur con tutte le perplessità che si porta dietro (è comunque probabile che ad abbatterla non sia stata propriamente la nave, che infatti rimane più o meno integra, quanto la forza d’urto dell’onda), o ancora il fatto che la Roccia Nera si trovi in piena giungla. Sbugiardate le tante teorie su viaggi nel tempo e isole che sbucano all’improvviso nel mare, viene fuori che non solo la spiegazione era la più semplice, ma che addirittura ci era già stata data nella prima stagione, la prima volta che la nave viene mostrata, per bocca del prof Leslie Arzt. Il quale (poco prima di esplodere) aveva ipotizzato: «Uno tsunami l’avrà portata quassù». Ma Ab aeterno è importante soprattutto perché, mostrandoci qualcosa di più del rapporto tra Jacob e la sua nemesi, si propone come uno degli episodi cardine per la mitologia della serie. L’uomo in nero è convinto che per natura l’essere umano sia votato al peccato, ma Jacob continua ad attirare persone sull’isola per dimostrargli il contrario, cioè che l’uomo è dotato di libero arbitrio e può disporre del proprio destino. In tutto questo l’isola è il coperchio di un vaso di Pandora, che tuttavia, come la scena finale fa pensare, forse non è necessario togliere: forse basta rompere il vaso. TITOLO ORIGINALE: Ab aeterno PRIMA TV USA: 23 marzo 2010 - ABC PRIMA TV ITALIA: 31 marzo 2010 - Fox SCRITTO DA: Melinda Hsu Taylor & Greggory Nations DIRETTO DA: Tucker Gates GUEST STARRING: Steven Elder (Jonas Whitfield), Mark Pellegrino (Jacob), Mirelly Taylor (Isabella), Titus Welliver (Uomo in Nero).
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