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"Lost" – quarta stagione"L’inizio della fine" (4x01)di Serena D’Urbano E’ giunto alla sua quarta stagione il mystery drama ideato da J.J. Abrams, Jeffrey Lieber, Damon Lindelof e Carlton Cuse. La serie è trasmessa tuttora sull’emittente americana ABC, mentre la programmazione italiana su Fox prevede una pausa fino al 23 giugno, data in cui "Lost" tornerà con l’episodio "Meet Kevin Johnson" (4x08), denso di sorprese e rivelazioni. Per gli spettatori della TV generalista, invece, appuntamento al 28 luglio in prima serata su Rai 2.
Il finale doppio della terza stagione di Lost regala ai suoi spettatori uno dei turning points più interessanti della serie: un clamoroso salto in avanti nel tempo e uno sguardo indiscreto nella disperata vita del dottor Jack Shephard. Barba incolta, sguardo triste, alcool e tendenze suicide dipingono lo stato d’animo di un uomo ben lontano dal leader sicuro e integerrimo conosciuto sull’isola. Il cliffhanger di stagione, infatti, nel momento stesso in cui sembra fornire rassicuranti risposte - la certezza del ritorno dei naufraghi (sei di loro, gli Oceanic Six) - pone, usanza tipicamente lostiana, nuovi inquietanti interrogativi. Uno degli aspetti più interessanti della serie è che essa si presta sempre a molteplici livelli di lettura. Così laddove un pubblico poco avvezzo alla complessità e all’elevata serializzazione di tali prodotti si ferma alla superficie del plot lostiano, un mix di azione e avventura stile Robinson Crusoe, il core fandom ha imparato a non chiedersi più (o almeno non solo) come farà Jack a tornare dall’isola, ma il perché di quell’intima disperazione, quali eventi possono aver trasformato la sua determinazione in una fragilità tale da spingerlo a cercare la morte gettandosi da un ponte (salvo poi tornare a salvare la vita di una madre e di un figlio: “vecchie abitudini” confesserà ironico a Kate…). D’altronde gli autori stessi hanno dichiarato che era nelle loro intenzioni scrivere un character driven serial, ovvero storie in cui la centralità del personaggio è determinante. L’inizio della fine. Questo, dunque, il titolo della prima puntata di una stagione che conoscerà un numero di episodi inferiori al previsto, quattordici, causa sciopero della WGA e di cui in America va in onda in queste settimane il finale tripartito There’s No Place Like Home. L’episodio 4x01 rende ufficiale la nuova tendenza della serie che, ai consueti flashback, vera cifra stilistica di Lost sinora, sostituirà l’anacronia diametralmente opposta, ovvero il flashforward. Un salto in avanti che tuttavia, come era accaduto per Attraverso lo specchio (3x22), ha il sapore amaro del déjà vu, del già vissuto (o del già visto, a seconda della prospettiva adottata): lì Jack volava ancora una volta con l’incriminata Oceanic Airlines, qui Hurley è ancora rinchiuso nell’ospedale psichiatrico Santa Rosa, vittima dei propri fantasmi interiori, di ossessioni e incubi decisamente troppo “reali”. Sull’isola, invece, continuano le lotte intestine alla comunità dei sopravvissuti, le cui dinamiche sono puntualmente complicate dall’arrivo di “stranieri” che gettano scompiglio e rompono fragili equilibri. La leadership di Jack viene minata dal comando di John Lock. Scienza vs fede, ancora una volta. In fondo il dilemma della serie è tutto qui: tornare a casa con Jack, come suggerito dalla ragione, o restare sull’isola con John perché “vogliamo credere” (fa scuola l’I Want to Believe del Fox Mulder di X-Files) in questo luogo speciale, che incarna un ordine superiore? O semplicemente restare perché, come insegnava la serie-culto degli anni ’60, Il prigioniero, e con essa l’intero filone della fantascienza distopica, il concetto di “casa” e di “domesticità” non sempre sono portatori di valori propriamente “rassicuranti”. Vedere per credere… TITOLO ORIGINALE: The Beginning of the End PRIMA TV USA: 31 gennaio 2008 - ABC PRIMA TV ITALIA: 7 aprile 2008 - Fox REGIA: Jack Bender SCENEGGIATURA: Damon Lindelof e Carlton Cuse CAST: Matthew Fox (Jack Shephard), Evangeline Lilly (Kate Austen), Jorge Garcia (Hugo "Hurley" Reyes), Dominique Monaghan (Charlie Pace), Terry O’Quinn (John Locke), Josh Holloway (James "Sawyer" Ford).
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