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"Lost" - quarta stagione"Casa dolce casa" (season finale, parte I)di Serena D’Urbano Primo frammento di un sorprendente (avevate forse dubbi?) finale di stagione tripartito...
L’incipit dell’episodio è una chiara ed evidente citazione (con variazione) dal sapore autoreferenziale: la turbolenza del volo che condurrà a casa gli Oceanic Six rimanda non solo al momento del disastro iniziale dell’815, ma allude anche al precedente finale di stagione, Attraverso lo specchio (3x22). Del primo evoca, per pochi istanti, l’incombere del dramma (qui solo potenziale), del secondo l’ironia insita nel meccanismo narrativo che prevede lo svelamento del “falso flashback”. L’istante in cui i piedi degli Oceanic Six (Jack, Kate, Sayid, Sun, Hurley e il piccolo Aaron) toccano nuovamente l’asfalto e la calorosa accoglienza di coloro che li attendono a terra costituiscono forse uno degli eventi più attesi della serie. Eppure, possiamo ammetterlo senza finti pudori, di fronte a questo momento di commozione generale - sottolineato dalla totale assenza di dialoghi e dalle sole, dolci e malinconiche note di Giacchino - la sensazione è quella di una velata insoddisfazione. Il ritorno a casa non ci regala l’emozione sperata, ma solo l’amara consapevolezza che non vorremmo mai che tutto ciò finisse per due semplicissime ragioni: una è che il differimento della fine è il principio stesso della serialità ed è alla base del suo processo di fruizione, l’altra è che - anche questo possiamo confessarlo - temiamo che qualunque sia la fine non potrà mai essere neanche lontanamente paragonabile all’emozione che ci ha regalato la sua attesa. Perché se davvero sull’isola si nasconde il mito di Sisifo, quello felice di Camus secondo cui “basta la lotta verso la cima a riempire il cuore”, non è da escludere che sia lo stesso spettatore ad incarnarlo. Intanto i sei protagonisti di un apparentemente rassicurante futuro, una volta messo piede a terra, fugano ogni dubbio circa l’immediato ritrovamento della pace e della serenità: casa dolce casa? Non esattamente… Tornarvi significa ancora una volta celarsi dietro false identità (Kate si spaccia per la madre di Aaron) e mantenere la lucidità decisionale del leader (Jack fornisce la prima versione ufficiale degli eventi) per proteggere i propri compagni. Nel frattempo Ben, con l’aiuto di John e Hurley, predispone un piano d’emergenza per difendere l’isola dagli uomini di Widmore: suggerito dal fantasma di Christian Shephard e dalla misteriosamente scomparsa Claire, esso consiste nello spostare l’isola. Avete capito bene: spostare. E in senso tutt’altro che metaforico… Un piano che lo stesso Ben definisce pericoloso e imprevedibile e, in quanto tale, da prendersi in considerazione solo come ultima spiaggia. E forse anche quest’affermazione, in maniera del tutto inconsapevole, costituisce da parte degli autori un assaggio di auto-referenzialità. La trovata per il cliffhanger di stagione è davvero “pericolosa e imprevedibile”, poiché rischia di minare in maniera sostanziale la credibilità di una serie che, se mai si era basata sulla verosimiglianza, mai fino ad ora aveva fornito i presupposti per una sua collocazione nel genere fantascientifico in senso stretto. Il pubblico e i critici televisivi americani conoscono bene il significato di un’espressione ironica e pungente come jumping the shark (da una puntata di Happy Days in cui Fonzie “salta” letteralmente uno squalo mentre fa sci d’acqua): essa denota il momento in cui il plot di una serie segue improvvisamente una rotta non coerente, fatta di cambiamenti eccessivi e pretestuosi rispetto alle premesse con cui si è delineato l’universo narrativo. Ci auguriamo pertanto che Ben non venga trasformato in un novello Fonzie nell’atto di saltare il suo squalo, anche perché - come ha giustamente ricordato il suo personaggio - questa rappresenterebbe proprio, per gli sceneggiatori di Lost, l’ultima spiaggia… TITOLO ORIGINALE: There’s No Place Like Home PRIMA TV USA: 15 maggio 2008 ABC PRIMA TV ITALIA: 7 luglio 2008 Fox DIRETTO DA: Stephen Williams SCRITTO DA: Damon Lindelof e Carlton Cuse CAST: Harold Perrineau Jr. (Michael Dawson), Matthew Fox (Jack Shephard), Jorge Garcia (Hugo "Hurley" Reyes), Naveen Andrews (Sayid Jarrah), Jeremy Davies (Daniel Faraday), Rebecca Mader (Charlotte Lewis), Elizabeth Mitchell (Juliet Burke), Evangeline Lilly (Kate Austen), Henry Ian Cusick (Desmond Hume), Yunjin Kim (Sun Kwon), Daniel Dae Kim (Jin Kwon), Anthony Azizi (Omar), L. Scott Caldwell (Rose Nadler), Nestor Carbonell (Richard Alpert), Byron Chung (Mr. Paik), Kevin Durand (Martin Keamy), Jeff Fahey (Frank Lapidus), Michelle Forbes (Karen Decker), Andrea Gabriel (Nadia), Veronica Hamel (Margo Shephard), Lillian Hurst (Carmen Reyes),June Kyoko Lu (Mrs. Paik), Cheech Marin (David Reyes).
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