Luoghi, corpi

Gli studenti dell'Accademia in mostra a Bassano

Sono esposte a Bassano, nella settecentesca chiesetta dell’Angelo, le opere selezionate di sette giovani artisti della Cattedra di Pittura B dell’Accademia di Belle Arti di Venezia tenuta dai docenti Maurizio Martelli e Luca Bendini.
Espongono allievi e giovani diplomati dell’atelier di pittura: Bodo Gaston Boehm, Maria Grazia Galletto, Alessandro Guagno, Dino Marigo, Martina Montagner, Elena Pizzato, Riccardo Zuliani.

Addentrandoci nello specifico di ciascuna proposta e iniziando con Bodo Gaston Böhm, ci troviamo di fronte a delle suggestive composizioni in cui l’autore formula, con una sua tecnica particolare, delle sedimentazioni materiche dove concretamente interviene annullando la bidimensionalità della rappresentazione tipica del quadro. L’indefinitezza della rappresentazione, una calda e soffusa modulazione cromatica basata su pochi toni fondamentali, le sporgenze e rientranze degli spessori materici calibrati su effetti di luce e ombra, gli permettono di alludere a incantevoli paesaggi della memoria che ciascun osservatore è chiamato, nella visione, a completare nella sua più intima immaginazione.

Angela Grazia Galletto realizza opere con tecnica mista: è una pittura che all’inizio procede fra timori e titubanze, ma una volta rotto il blocco provocato dallo sfondo bianco della tela e dopo aver iniziato a sporcarla con i primi segni, tutto procede più rapidamente quasi in preda a un furor che le consente poi di ritrovare una serenità nel contemplare con distacco i suoi dipinti.
I soggetti della sua ricerca sono preferibilmente dei “corpi” da lei risolti con poche linee di contorno sbiadite da un’esplosione cromatica di colori giustapposti gli uni accanto agli altri con una sequenza casuale e ragionata allo stesso tempo, con risultati che richiamano in parte esiti cari a un certo espressionismo e soprattutto alla poetica di un Auguste Macke.

Nelle sue grandi tele Alessandro Guagno sicuramente dimostra di saper padroneggiare tali notevoli dimensioni con vedute panoramiche, di solito notturne, di città inventate o di paesaggi boschivi, anch’essi mirabilmente impressi nel nostro inconscio collettivo. L’effetto dell’insieme nella mente del fruitore, di primo acchito, in apparenza è scontato.
Al di là dell’effetto illusorio che l’autore ci suggerisce, l’oggetto fulcro della sua ricerca pittorica rimane una generale concezione dello spazio con implicazioni che ovviamente possono andare al di là della stessa pittura.

Folgorato sulla via di Damasco da un dipinto di David Hockney, lo splendido “A Bigger Splash” del 1967, conservato alla Tate Gallery di Londra, Dino Marigo ha trovato un coinvolgente filone di ricerca: nel suo caso si tratta per lo più di luoghi spesso anonimi caratterizzati da un’edilizia piatta ed esteticamente assai poco rilevante sul piano formale con la quale ci siamo abituati a convivere in certe periferie urbane delle nostre campagne o nelle vecchie stazioni delle corriere con le tipiche pensiline sotto le quali ci soffermiamo, in attesa che arrivi il bus, lasciando fluttuare i nostri pensieri o semplicemente osservando un po’ assenti e svagati ciò che ci accade attorno.

Martina Montagner propone una sorta di installazione dei suoi corpi o meglio dei busti o di altri indumenti femminili che alludono a certe loro parti. Al di fuori del processo metonimico, Martina più o meno provocatoriamente evidenzia degli apparati che feticisticamente sembrano catturare l’immaginario collettivo rivolto a prestare più attenzione all’apparente, alla forma che al contenuto o alla sostanza. Si tratta di un kitsch che oggi dilaga e la Montagner non si limita a registrarlo ma ne accentua le intrinseche componenti impreziosendolo di elementi cromatici e decorativi composti da passamanerie, perline, paillette, glitter e brillantini vari, e proponendo quasi dei nuovi costumi che in senso lato hanno modificato una più comune accezione dell’eros.

Diversamente Elena Pizzato assume come spunto di riferimento alle sue opere le tele monocrome imbottite di Agostino Bonalumi o le superfici trapuntate di Enrico Castellani, rivolte a definire una spazialità ritmica e seriale.
Nel suo caso si avverte qualche cosa che si colloca oltre il fattore puramente astratto volendo sottolineare con valori di segno contrario, vale a dire nell’ambito del figurativo, una forte allusione alle forme dei corpi avvolti come in una gabbia di lacci in cui la stilizzazione monocromatica oscillante tra intro ed estroflessioni, micro e macro tensioni, organizza e ordina con disciplina l’incerto, il caotico, riuscendo così a conferire una struttura modulare e quasi meccanica alle sue creazioni.

Per concludere torniamo ai luoghi di Riccardo Zuliani. Nella realizzazione delle sue opere Zuliani adotta una tecnica particolare. Dopo aver sperimentato diverse possibilità espressive ha trovato il medium a lui più congeniale per concepire le sue vedute di città inventate ricorrendo al collage di piccoli pezzi di carta ritagliati che applica sulla tela o sulla tavola come se fossero tessere preziose di mosaico. Nella maggior parte dei casi si tratta di particolari urbani che all’inizio vengono genericamente definiti dall’artista con una traccia di un disegno, di un progetto che, comunque, poi si trova quasi sempre a modificare in fase di giustapposizione dei pezzettini di carta ritagliati fra l’altro, nella maggior parte dei casi, dai quotidiani letti e poi gettati nel corso della giornata.

Una bella mostra, quindi, nell’insieme delle singole proposte che non può che far registrare un meritato consenso e successo per i nostri artisti al di fuori di un chiuso e relegato anche se coinvolgente “luogo” dell’Accademia, come appunto avviene in questo contesto nell’accogliente “altro luogo” bassanese.

Mostra – Luoghi, corpi
fino al 4/12/05
Artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia
Progetto di Maurizio Martelli e Luca Bendini.
Espongono allievi e giovani diplomati dell’atelier di pittura: Bodo Gaston Boehm, Maria Grazia Galletto, Alessandro Guagno, Dino Marigo, Martina Montagner, Elena Pizzato, Riccardo Zuliani.
Inaugurazione: sabato 12 novembre, ore 18.00.
Bassano del Grappa (VI), Chiesetta dell’Angelo via Roma, 80
Per informazioni tel. 0424 227303;cultura@comune.bassano.vi.it