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"MANTEGNA E PADOVA. 1445-1460"La giovinezza del Mantegna nella città della “rivoluzione” Rinascimentaledi Chiara Gallina Sede di un’antica e prestigiosa Università, luogo di convergenza di stili e sensibilità diverse: questa è la Padova con cui si confronta e dove muove i primi passi il giovane Andrea Mantegna, nato poco distante dalla città del Santo – a Isola di Carturo – nel 1431. Un’accurata ricostruzione dell’ambiente artistico del tempo è offerta dalla mostra ospitata fino al 14 gennaio 2007 dai Musei Civici agli Eremitani.
Si tratta della prima delle tre tappe che ripercorrono idealmente la vita del Mantegna nelle sue città d’adozione, Padova, Verona e Mantova, in occasione del 500° anniversario della morte. Un’occasione impedibile anche per ammirare i restauri della Cappella Ovetari, andata distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale, e nella quale si iniziano a vedere le straordinarie innovazioni del linguaggio figurativo introdotte dal maestro. Il genio ineguagliabile del Mantegna si manifesta in giovanissima età: a soli 10 anni entra a far parte della bottega dello Squarcione a Padova, un sodalizio ricco di conflitti con il maestro - padre (il pittore aveva infatti adottato l’allievo), durante il quale comunque Andrea ebbe modo di perfezionare la tecnica e di venire a contatto con un ambiente artistico estremamente stimolante. Padova infatti in quegli anni è una delle prime capitali del Rinascimento, punto di irradiamento di una nuova sensibilità – anche artistica - in tutta l’Italia del Nord. Numerose sono le personalità di rilievo che vivono e lavorano in città in quegli anni, dallo stesso Squarcione allo Zoppo e allo Schiavone, ma è soprattutto Donatello ad aver il merito di introdurre cambiamenti rivoluzionari nell’estetica del tempo, ancora in gran parte legata a modelli bidimensionali di derivazione bizantina. Attivo a Padova fin dal 1444, Donatello realizzò durante il suo soggiorno alcune tra le opere più strabilianti del tempo, tra le quali anche un Crocefisso, la cui riproduzione è esposta all’inizio del percorso espositivo assieme ad alcune formelle realizzate per l’altare maggiore della Basilica del Santo. La mostra degli Eremitani – il cui allestimento è stato curato dallo studio dell’architetto Mario Botta – presenta oltre 70 opere dei più importanti artisti attivi in città intorno alla metà del 15°secolo, concesse in prestito da musei di tutto il mondo. Non solo dipinti, ma anche sculture in pietra, terracotta e bronzo, manoscritti, disegni, stampe e codici miniati. Esse dialogano con le opere del Mantegna e mostrano chiaramente ispirazioni e riferimenti dell’artista durante gli anni cruciali della sua formazione. Di chiara ispirazione donatelliana sono ad esempio la “Madonna con il bambino serafini e cherubini” ( Madonna Butler) del Metropolitan Museum di New York e la bellissima “Madonna con il bambino addormentato” (Madonna Simon) dei Musei di Stato di Berlino. L’influenza del maestro Squarcione sul giovane Mantegna è chiaramente percepibile dal confronto di due opere presentate una di fianco all’altra ed aventi come soggetto un ritratto di profilo di San Bernardino da Siena. Interessante anche l’accostamento di polittici realizzati da artisti diversi, tra cui la “Pala di San Luca” dello stesso Mantegna – della quale la Pinacoteca di Brera presta eccezionalmente uno dei pannelli – il “Polittico per l’Abbazia di Santa Maria di Praglia”, di Antonio Vivarini e Giovanni D’Alemagna e il “Polittico Roberti” dello Schiavone, proveniente dalla National Gallery di Londra. Una svolta fondamentale per la carriera del pittore avvenne con la rottura del sodalizio col maestro Squarciane e la firma, a soli 17 anni, del contratto per la decorazione della Cappella Ovetari nella Chiesa degli Eremitani – realizzata assieme ad altri pittori di spicco del tempo, quali Pizolo, Vivarini, D’Alemagna, Ansuino da Forlì e Bono da Ferrara. Un ciclo pittorico che richiese un lavoro lungo e complicato, anche a causa dei conflitti insorti tra i pittori ingaggiati, nel quale Mantegna impresse il proprio stile in maniere chiara. In quegli stessi anni il pittore entrò in contatto con Jacopo e Giovanni Bellini, due tra i maggiori esponenti della scena artistica veneziana del tempo, con i quali il Mantegna strinse un legame che andava oltre le affinità di gusto e l’attività artistica: Andrea aveva infatti sposato nel 1453 Niccolosia, figlia di Jacopo Bellini. Una decisione che, tra l’altro, portò alla rottura definitiva con lo Squarcione. In mostra si possono ammirare alcune opere dei veneziani, tra cui due bellissime opere di Giovanni Bellini: la “Madonna Davis” prestata dal Metropolitan Museum di New York, e la “Trasfigurazione di Cristo” dei Civici Musei di Venezia. Chiude il percorso espositivo un bel documentario che ripercorre la storia della distruzione e del restauro della Cappella Ovetari, uno sforzo lungo 60 anni ed i cui risultati saranno presentati per la prima volta al pubblico proprio in occasione della mostra. E la visita alla Cappella è senza dubbio uno dei momenti più emozionanti della mostra, sia per la consapevolezza di trovarsi di fronte all’opera più importante degli anni giovanili del Mantegna, sia perché si pensava che essa fosse andata perduta per sempre dopo i bombardamenti alleati del 1944. Dalla devastazione si salvarono solo alcuni affreschi di Mantegna precedentemente staccati, mentre dalle macerie furono recuperati, grazie ai molti volontari che accorsero in quelle tragiche ore sul luogo, circa 80.000 frammenti, per lo più di piccole dimensioni. Le porzioni meglio conservate degli affreschi furono ricomposte già negli anni successivi, mentre i frammenti più piccoli rimasero a lungo in deposito, fino a quando, a partire dagli anni ’90, iniziò un progetto di restauro e a catalogazione dei frammenti, anche grazie alle nuove tecnologie disponibili. Oltre al restauro architettonico e degli affreschi superstiti, i visitatori potranno ammirare la ricostruzione della parete sud della Cappella, con la sistemazione degli interventi precedenti e la ricollocazione dei nuovi frammenti di affresco individuati. Inoltre è possibile avere una visione più realistica di quella che doveva essere in origine l’aspetto della Cappella grazie ad una proiezione che riproduce le scene di affresco della parete nord e della volta centrale (andate irrimediabilmente perdute). Vengono recuperati così anche la luminosità dei colori di Andrea Mantegna, la dinamicità dei corpi e la straordinaria capacità di invenzione scenica del pittore. Per concludere l’itienerario padovano sulle tracce del Mantegna, merita una visita la mostra parallela di Palazzo Zuckermann “Un Mantegna da scoprire: La Madonna della Tenerezza” (dal 30 settembre 2006), che presenta per la prima volta al pubblico un’opera recentemente assegnata alla mano del grande Mantegna dal noto studioso Lionello Puppi. La “Madonna con il Bambino su uno sfondo di reperti antichi” è un disegno su pergamena con interventi a tempera e oro di grande qualità e impatto emotivo. Un’occasione ulteriore per scoprire un Mantegna inedito, che riesce ad offrire anche nelle opere meno note commozione, meraviglia e stupore, gli stessi sentimenti che colpirono i suoi contemporanei oltre 500 anni fa e che ne fanno uno degli artisti più celebrati di tutti i tempi, in vita (e questo non capita a tutti) come in morte. “MANTEGNA E PADOVA. 1445-1460” dal 16 settembre 2006 al 14 gennaio 2007 Musei Civici agli Eremitani Piazza Eremitani, 8 - Padova MOSTRE CORRELATE: “Un Mantegna da scoprire: La Madonna della Tenerezza” dal 30 settembre 2006 al 14 gennaio 2007 Palazzo Zuckermann, Corso Garibaldi, 33 - Padova ”Omaggio ad Andrea Mantegna (1438-1460)” dal 30 settembre 2006 al 14 gennaio 2007 Loggia e Odeo Corsaro, via Cesarotti, 37 - Padova Informazioni e prenotazioni: Biglietteria Musei Civici agli Eremitani Call center: 049.20.10.023, (dall’estero +39 49 2010023) Orario call center: dalle 9 alle 19 dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 18 il sabato http://padovacultura.padovanet.it, infocultura@comune.padova.it Orario: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, Chiusura biglietteria ore 18.00 Giorni di chiusura 25 dicembre 2006 e 1 gennaio 2007 Palazzo Zuckermann 10.00 – 19.00 - Loggia e Odeo Cornaro 10.00 – 13.00 Biglietti: Intero € 10,00, Ridotto € 8, 00, Ridotto Speciale € 4,00 Il biglietto della mostra comprende il servizio gratuito di guardaroba e dà diritto all’accesso gratuito a: Cappella Ovetari, Musei Civici agli Eremitani (Museo Archeologico e Museo d’Arte Medioevale e Moderna), Palazzo Zuckermann (Museo delle Arti Applicate e Decorative e Museo Bottacin), mostra Un Mantegna da scoprire: La Madonna della Tenerezza (Palazzo Zuckermann) Catalogo Skira Ufficio stampa: Villaggio Globale International
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