“MARY” DI ABEL FERRARA

Il Vangelo secondo Abel

Concorso

Tony Childress è un regista indipendente che ha appena terminato di dirigere, attribuendosi anche il ruolo di Gesù, un film religioso (This Is My Blood). Marie Palesi, l’attrice che nel film ha interpretato Maria Maddalena, non riesce ad accettare la fine della riprese e, invece di rientrare a New York con Tony, prosegue un personale cammino di ricerca spirituale mettendosi in viaggio per Gerusalemme.
New York, un anno dopo. Ted Younger è un giornalista televisivo che conduce una trasmissione di successo incentrata sulla vita di Gesù.

In meno di un’ora e mezza, Abel Ferrara ci parla di religione, cinema, televisione e spiritualità, intrecciando in maniera convincente tre diverse vicende. I personaggi vivono momenti difficili della loro vita e per un momento si incontrano sullo sfondo di una New York post 11 settembre. Tony, egoista e presuntuoso, subisce violente (e preventive) critiche al suo nuovo film; Ted, nero, vive una crisi spirituale quando sua moglie, bianca, partorisce con dolore; Marie si scontra con la dura realtà della guerra (durante il film, Ferrara presenta due volte le famose immagini simbolo della sofferenza palestinese che ritraggono quel padre che, invano, tenta di difendere il figlio dai colpi israeliani).

Un paio di curiosità. 1. Tony/Matthew Modine assomiglia molto a Mel Gibson, il regista della Passione di Cristo (film evocato nel corso di Mary). 2. Prima della proiezione in sala Grande, l’annunciatrice dimentica di segnalare la presenza in sala di Forest Whitaker. Il pubblico sommerge comunque di applausi il gigante nero, rimediando alla gaffe con caloroso affetto.

Titolo originale: Mary
Nazione: Italia/Francia/USA
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 83’
Regia: Abel Ferrara
Sceneggiatura: Simone Lageoles, Abel Ferrara, Mario Isabella
Cast: Juliette Binoche (Marie Palesi/Maria Maddalena), Matthew Modine (Tony Childress), Forest Whitaker (Ted Younger), Heather Graham (Elizabeth Younger), Stefania Rocca (Brenda Sax)
In Concorso. Venezia 62/2005