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Torino 26 "MEIN FREUND AUS FARO" DI NANA NEULL’amore è cieco, sordo e mutodi Nicola Cupperi Melanie, Mel per i pochi amici e per i famigliari, è una giovane ragazza che lavora per il servizio di catering di un aereoporto. Mel, fisicamente androgina e ambigua, ama vestirsi e comportarsi come un ragazzo e non sembra prendersela a male con le molte persone che la scambiano per un maschio. Anzi, molte volte Melanie pare scientemente collaborare all’errore, non dichiarandosi immediatamente per quello che è e che non sembra voler essere.
Così, quando una sera la giovane rischia di investire una bella adolescente che sta facendo l’autostop con un’amica per andare a ballare e che la scambia per un attraente ragazzo, Melanie non fa nulla per farle cambiare idea; addirittura, decidendo di giocare, si presenta come Miguel, un ragazzo portoghese di 18 anni. La scintilla fra Jenny, questo il nome della sensuale ragazzina, e Miguel, però, non ha nulla di giocoso. Melanie, forse, vede nella compagna tutto ciò che lei non è mai stata e mai potrà essere. Jenny, d’altra parte, scorge nel fantomatico Miguel tutte quelle caratteristiche - sensibilità, dolcezza, pazienza, capacità d’ascolto, amorevolezza - che nel suo fidanzatino Bernd si fanno notare esclusivamente per la loro clamorosa assenza. Contemporaneamente Mel deve affrontare le stoccate del padre e del fratello maggiore, preoccupati per la mancanza di un ragazzo nella sua vita; d’istinto la giovane crea un altro personaggio fittizio, nominandolo ancora una volta Miguel e pagando Nano, un nuovo collega di lavoro realmente portoghese, per interpretarlo. Come si può facilmente intuire, la situazione per Melanie si fa estremamente spinosa, considerato anche l’intenso e sincero sentimento ormai sbocciato fra Miguel e Jenny. Il finale, amaro ma comprensibile, lascia ben poco spazio al lieto fine. Nana Neul, esordiente 34enne tedesca, fa il suo ingresso nel magico mondo del lungometraggio, dopo una lunga trafila di corti, con un lavoro molto sentito, la cui sceneggiatura ha cominciato a svilupparsi sin dal 2003, attraversando quindi una lunga incubazione di quattro anni. La Neul, una volta presa la decisione di filmare, ha trovato nella mascolina, coraggiosa e anch’ella esordiente Anjorka Strechel l’interprete perfetta per indossare i poco conformisti e conformati panni di Melanie, ragazza nel mezzo, decisa a seguire esclusivamente l’amore. La regista si fa carico della messa in scena di una sceneggiatura originale e ottimamente ideata e scritta, che sviscera con lucidità, acuta intelligenza e originalità una questione difficile, una ferita aperta e sanguinosa nella società odierna, ovvero la libertà e l’ambiguità sessuale/sensuale, che a sua volta si ricollega all’ambito problematico della definizione dell’identità con cui ognuno di noi deve confrontarsi. Dice a proposito la regista e sceneggiatrice, nel film come a parole, che il messaggio che la pellicola è intenzionata a passare rivela come l’identità sia fluida, non incisa nella pietra. La Neul, nel tentativo di raggiungere la massima chiarezza, originalità e incisività ha concentrato ampiamente le sue forze in fase di sceneggiatura, costruendo un copione virtualmente inattaccabile: potente, ritmato, senza pause, significativo e a tratti anche divertente. Di riflesso la messa in pratica dell’ottimo meccanismo di scrittura non riesce a raggiungere gli stessi livelli, arenandosi di fronte a una difficile alchimia fra gli attori e a una certa mediocrità tecnico-estetica. Ed è proprio la medietà della messa in scena vera e propria, dell’apparato scenico e visivo che impedisce alla pellicola di avere l’impatto memorabile che la storia narrata in linea di massima meriterebbe. Un film (un esordio, ricordiamolo ancora), in ogni caso, che va visto e discusso. E, magari, una sceneggiatura da riprendere in mano in un futuro prossimo. 2007, Germania 35mm, 88’, col. regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay Nana Neul fotografia/cinematography Leah Striker montaggio/film editing Dora Vajda scenografia/production design Christiane Krumwiede costumi/costume design Ute Paffendorf musica/music Jörg Follert suono/sound Matthias Haeb interpreti e personaggi/ cast and characters Anjorka Strechel (Mel), Lucie Hollmann (Jenny), Manuel Cortez (Nuno), Tilo Prückner, (Vater Wandel), Florian Panzner (Knut), Jo Marie Dominiak (Bibi), Isolda Dychauk (Bianca), Philipp Quest (Malte), Kai Malina (Bernd), Julischka Eichel (Viki), Anna Stieblich (Karla), Piet Fuchs (Sky Chef) produttori/producers Ralph Schwingel, Stefan Schubert, Hejo Emons produzione, vendita all’estero/production, world sales Wüste Film West coproduzione/coproduction WDR
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