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"MILLE MIGLIA... LONTANO" DI ZHANG YIMOULontani dal capolavorodi Carlo Dutto La storia del Vecchio e il bambino trasportata nella solita Cina rurale tòpos del regista cinese, risulta piatta e fasulla. Un impianto da cinema che vorrebbe sprigionare poesia e lirismo a ogni inquadratura, ma che mostra i suoi limiti dopo i primi, interessanti venti minuti, giocati sulla differenza culturale tra due mondi come quello giapponese e quello cinese e sullo shock di una ferale notizia per un padre da sempre impermeabile all’affetto. Una brutta delusione, pensando che dietro la macchina da presa si è seduto il regista di indimenticabili capolavori del cinema moderno.
Il maestro cinese Zhang Yimou torna al cinema intimista con questo film, presentato nella sezione Extra della Festa del Cinema di Roma, dopo la breve e riuscita parentesi nel genere wuxia con Hero e La foresta dei pugnali volanti. Torna a un cinema che tenta di analizzare il mondo contemporaneo cinese a partire dalle sue zone rurali, luoghi fisici che mantengono per antonomasia le radici, le tradizioni etiche vicine all’uomo che la Cina del boom economico e della metropoli soffocante sembra aver lasciato indietro. Il tentativo è quello di raccontare una speranza: che le generazioni di cinesi, lontane mille miglia tra di loro per mentalità e stili di vita, possano un giorno riconciliarsi, trovare un terreno comune di comunicazione. Il regista di Xi’an tenta di scrollarsi di dosso quel sentore di patetismo avvertito in alcuni suoi lavori degli ultimi anni, tenta di smentire la nomea di “regista di regime” che molti avvertono. Tenta la via della storia del Vecchio e il bambino trattata con tatto e pathos non invadente. Forse tenta di ricalcare il capolavoro di Kitano L’estate di Kikujirō. Zhang Yimou tenta, ma non riesce. Un impianto narrativo che si fonda sul nucleo centrale della vicenda, la ricerca della riconciliazione tra un padre e un figlio divisi da incomprensioni e rancori. Un viaggio in Cina del protagonista giapponese si tramuterà in una riflessione sulla vita e sulla sua caducità, rendendo possibile una ormai inutile pace familiare: mentre il padre avrà stretto un legame con un bambino di un villaggio, riversando su di esso l’affetto paterno che aveva sempre negato al figlio, costui morirà di cancro. Si avvertono nella trattazione della vicenda i limiti costituiti in primis dall’amicizia tra il protagonista e il bambino. Un sentimento che non avviene per gradi, in un leggero climax che prevede il sospetto, l’avvicinamento, l’accettazione. Tutta la vicenda sembra non avere sbocco, se non quello di un’amicizia intergenerazionale che appare troppo studiata, cercata e quindi affrettata. L’impianto da cinema di poesia risulta largamente esibito, la regia si affida a facili trucchi di esperienza che calano a poco a poco una patina di fasullo e di costruito a tavolino. La defecazione del bambino ipocritamente ripresa con il chiaro intento di poeticizzzare l’atto naturale, ne è un valido esempio, ma sono numerosi gli episodi dove si avverte una regia poco ispirata, che arranca dietro lo strenuo tentativo di appassionare il pubblico all’esilità generale. Inoltre, la continua e inutile voce fuori campo che spiega letteralmente le emozioni del protagonista, rende vana qualsiasi identificazione reale con il pur bravo attore Ken Takakura. Costui regala infatti al personaggio un’interpretazione davvero riuscita: il volto disperato e l’aura cinica e insensibile sono rese realisticamente, frutto evidente di un lavoro di laboratorio sui personaggi da parte del regista di Lanterne Rosse. Ma la descrizione conciliante del carcere cinese, con la ridicola macchietta del direttore interessato agli eventi culturali organizzati dai detenuti, rende l’opera di un grande maestro del cinema mille miglia lontano da un film sincero e riuscito. Titolo internazionale: Riding alone for thousands of miles Regia: Zhang Yimou Sceneggiatura: Zou Jingzhi Fotografia: Zhao Xiaoding Cast: Ken Takakura, Kiichi Nakai, Shinobu Terajima, Jiang Wen Produzione: Beijing New Picture Film / Toho Company / Zhang Yimou Studio / Elite Group Entertainment Distribuzione: Mikado Nazione: Cina, Hong Kong, Giappone Anno: 2005 Durata: 107 min. Sito internet: www.mikado.it Uscita: 10 Novembre 2006 (cinema)
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