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MOSTRA OMAGGIO AL “TEATRO DEL MONDO” DI ALDO ROSSIPresso Ca’ Giustinian a Veneziadi Giacomo Botteri “Il Teatro del Mondo”, edificio galleggiante ideato da Aldo Rossi, ancorato nel 1979 alla Punta della Dogana, fa esplodere la fantasia, specie se lo si pensa - oltre al suo immergersi armonicamente nella scenografia veneziana - -per il suo scorrere leggero e silenzioso lungo le acque dell’Adriatico sino alle sponde dalmate di Dubrovnik in occasione del suo festival del Teatro del 1980.
Maurizio Scaparro lo vuole ricordare curando una mostra in omaggio all’architetto Aldo Rossi che sarà aperta al pubblico dal 10 febbraio al 31 luglio 2010 nella sala ingresso di Ca’ Giustinian. A trent’anni dalla realizzazione del “Teatro del Mondo” viene proposta una sua rivisitazione critica con foto inedite e commenti a gigantografia. Scaparro, ne è giustamente il mentore in quanto utilizzò l’opera di Rossi per la prima edizione –settore teatro –del Carnevale di Venezia del 1979. Mercoledì scorso - 27 gennaio – nel presentare la Mostra, il presidente Baratta ne sottolineava la finalità come valorizzazione del nostro archivio storico, nonchè la evidenziazione degli spazi del rinnovato palazzo di Ca’ Giustinian, quale casa aperta alla vita della città. Baratta scorge nell’opera di Rossi la funzione simbolica di un grande attore, che esalta iconograficamente l’arte del teatro nel suo divenire. Rossi si riallaccia alla grande tradizione seicentesca veneziana consistente nel celebrare la sua grandezza marinara con edifici galleggianti : il bucintoro è l’esempio esaltante di questo grande gioco scenografico. Scaparro interpreta la parola “Mondo” usata dal Rossi quale trilogia “ieri, oggi, domani” che equivale all’esortazione di aprirci sempre a nuove conquiste artistiche. Scaparro rievoca con commozione una riflessione di Rossi, quale ispirazione fondante della sua creazione : ”Il teatro del Mondo” mi ha colpito nella sua vita ; cioè per sua la formazione e per il suo stare nella città e rispetto allo spettacolo. Mentre ascoltavo la sera dell’apertura del Teatro davanti alla Salute alcune musiche di Benedetto Marcello e vedevo la gente fluire sulle scale e assieparsi all’interno sulle balconate, ho colto un effetto che avevo solo genericamente previsto. Stando il Teatro sull’acqua si poteva vedere dalle finestre e fuori il passaggio dei vaporetti e delle navi come si fosse stati su un’altra nave e queste altre navi entravano nell’immagine del teatro costituendone la vera scena fissa e mobile”
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