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"MR. CINEMA" di Samson ChiuUna delle piccole famiglie che fa grande la Cinadi Enrico Ruffato Zhou ha sempre fatto il proiezionista in un piccolo cinema di Hong Kong, dagli anni ’60 agli anni ’90. Il suo lavoro è sottopagato, ma la dedizione e il suo amore verso la causa comunista (alla quale il cinema fa da propaganda) gli hanno permesso di essere comunque felice. L’unico problema è che altrettanto felice non è la sua famiglia, tormentata dalle difficoltà che un’epoca di mutamento porta sempre con sé.
Mr. Cinema, film uscito in occasione del decimo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina, è un’opera sugli umili. Coprendo un arco di tempo di circa trent’anni, si racconta la storia del proiezionista di sinistra Zhou, di sua moglie e di suo figlio, che vivono in una squallida mansarda e il cui unico svago è andare al cinema. Zhou ha un sogno: vedere piazza Tiananmen. Aspettando però, utilizza i suoi soldi per aiutare i figli dei lavoratori o i suoi parenti in Cina. Così facendo trascura le necessità della consorte (Teresa Mo), una donna innamorata e devota al punto di sacrficare ogni sogno per la felicità dei suoi cari, e del figlio, un ragazzo frivolo e un po’ sciocco ma dotato di un’innegabile capacità di adattarsi e di lottare. Al Far East di Udine si è assitito a uno spaccato di vita complesso, che tocca alcuni tratti della Storia (dalle manifestazioni filocomuniste del 1967 allo scoppio della SARS) senza mai prenderli di petto, facendoli passare in sordina, come avviene anche per gli stessi sentimenti dei protagonisti. E forse questo è il segreto che fa dell’opera un film così ben calibrato e toccante: come nella vita, gli eventi o i sentimenti importanti non vengono mai urlati e discussi, ma vissuti. E dall’esperienza che si fa di tali eventi nascono la conoscenza, la felicità o la sofferenza. Molte, infatti, le scene commoventi; ma nessuna stucchevole o retorica. Da esse e dai personaggi che danno loro vita (la madre, autoannientatasi per vivere un amore che non conosce pentimenti o lamentele; il figlio, vittima di un mondo che cambia troppo in fretta e desideroso di correre altrettanto velocemente; la giovane vicina di casa, ragazza ambiziosa che non ha però gli artigli necessari per rimanere in superficie) nascono piccoli punti di luce che spiegano bene come può essere difficile crescere ed essere forti, e ancor più difficile prendere le decisioni giuste. E proprio su queste cadrà l’illusione di un padre che ha voluto vivere fuori dal mondo, guardandolo e discutendolo, ma senza mai percepirne la complessità. Interessante, su questo punto, la scelta del lavoro del protagonista (se protagonista si può chiamare): la sua occupazione di proiezionista sembra quasi essere una metafora dai molteplici significati. Cos’è il proiezionista? Mano che aziona la manovella, elemento indispensabile alla nascita della magia cinematografica e quindi del progresso, entità invisibile? Il forte Zhou è tutto questo, oltre che un uomo che sta al buio a guardare le ombre sul muro. Una situazione quasi di passaggio la sua, tra la realtà e il sogno, tra quello che è e quello che dovrebbe essere. Gli spezzoni dei film proiettati (che provengono dalla Sin-Metropole Organisation, casa cinematografica hongkonghese di sinistra) sono la sua realtà, alla quale egli sacrifica tutto il resto. La loro affettuosa rivisitazione sembra però essere (soprattutto se confrontata con la colorita rappresentazione delle sale cinematografiche popolari che viene fatta nel film) anche un elogio al cinema nella storia. Così dal cinema si torna al cinema, in Mr. Cinema. E scusate il gioco di parole. Dalla Hong Kong del passato gli umili infine usciranno speranzosi guardando a un altro schermo, quello del pc connesso a Internet. Ma i loro occhi non saranno cambiati, e la loro forza aumenterà di giorno in giorno, man mano che gli schermi si ingrandiscono o si moltiplicano o mutano funzione. Un grande film questo, con qualche momento veramente coinvolgente e nessuna delusione. E con il grande merito di aver saputo coinvolgere senza retorica né didattica né aggressività. Come fa un bravo proiezionista, che ci fa sognare ma non si fa vedere. Regia: Samson CHIU Anno: 2007 Durata: 117’ Stato: Hong Kong
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