MUSEO D’ARTE EROTICA DI VENEZIA

Tra stupore e un po’ di scandalo, tra perbenismo gratuito e moralismo d’altri tempi, tra calli e campielli, tra centinaia di chiese e di conventi, la Serenissima Repubblica torna a parlare sinceramente e pubblicamente d’amore e piaceri.

Direttamente dal suo passato più libertino che l’ha resa famosa nel mondo come culla illuminata della libertà (non solo intellettuale ma anche sessuale), Venezia, la città degli innamorati, ma anche la città dei bordelli, dei “ponti de le tete” e del “casin dei nobili”, ospita, con un’apertura paradossalmente inedita, la sede del Museo D’Arte Erotica.
All’interno di Palazzo Rota (Sottoportego dei Dai – Ponte dei Dai), presso piazza San Marco, il Museo dell’Arte Erotica di Venezia, quello che si potrebbe definire il “parente più prossimo” del famoso “Museé de l’Èrotisme” di Parigi, ormai giunto al decimo anno d’apertura, propone una carrellata d’arte erotico-culturale che restituisce alla città lagunare un pezzo di sè stessa. Un lato “nascosto” ed esenziale per la storia veneziana che forse risulta esser stato ingiustamente dimenticato dai più torna a far parlare di sè.

Ritratti, installazioni, acquerelli, foto, reperti, tavole e trattati antichi provenienti da tutto il mondo raccontano una bella ed articolata storia. Una lunghissima storia vissuta attraverso i suoi stessi protagonisti fatta di passionalità ed emozioni.

Varie sezioni compongono il variegato allestimento dell’esposizione che occupa per intero le stanze dei tre piani del palazzo. Con un susseguirsi temporale lineare che comincia dal lontano 1490 con l’ “arte segreta d’amare” raccontata da Pietro Aretino, la storia passa attraverso autori come Giorgio Baffo, Bianca Cappello, Veronica Franco, e continua con un’intera sezione sulla storia di Giacomo Casanova (quello vero, non quello disneyano). Successivamente con altri “attori” questo passato fatto di scandali al sole da una visione della storia dell’arte erotica nella città di Venezia (ma non solo) abbastanza completa. Questo racconto, poi, si snoda ed arricchisce di testimonianze fino a concludersi ai giorni nostri con la più concettuale ed astratta visione del corpo (forse un po’ troppo incentrata sulla fisicità femminile) che viene visto come centro attivo e fulcro di linguaggi visivi diversificati.

Differenti codici di comunicazione erotica vengono presentati e fanno si che i punti d’approccio al complesso mondo dell’eros siano abbastanza eterogenei. Tra sculture, pittografie, arti visive e composite, artisti internazionali come Jaques Brissot, Alexandre Dupouy, Christophe Mourthé, oltre i blasonati Calbet e Wegener, ma anche artisti italiani come Marco Foscari, Virginia Tentindo e Leone Frollo coi suoi bellissimi fumetti ed ecoline, il corpo diviene feticcio. La corporeità umana viene perlustrata, spiata, osservata. A volte distrattamente l’occhio si sofferma, a volte anche fin troppo accuratamente lo sguardo si fissa. La corporeità risulta esser talvolta rappresentata come misteriosa e lontana, talvolta semplicemente come un qualcosa da guardare.

Sicuramente di pregio e ben allestito in una città “difficile” come Venezia, il Museo d’Arte Erotica risulta essere più simile ad una specie di “promemoria”. Un promemoria, un po’ troppo “informativo”, che senza mai volersi esporre eccessivamente, con garbo, puntualità e serietà, rimanda a percorsi storici e a elementi artistici tipici di questa forma d’espressione che coinvolge direttamente una Venezia che pochi ricordano o conoscono, ma che molti hanno dimenticato o hanno voluto dimenticare.

Museo d’arte erotica di Venezia
San Marco 834 – 30124 Venezia
(Sottoportego dei Dai – Ponte dei Dai – P.za San Marco)
Biglietti: intero 10,00 € – gruppi 7,00€ – studenti e anziani 6,00€
Orari di visita: h. 10.00 – 23.00, aperto tutti i giorni (l’ingresso è vietato ai minori di 18 anni)
Info: www.museodarteerotica.it – info@museodarteerotica.it
tel. 041.520.39.00, fax. 041. 520.95.96