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MUSICA DA CAMERA ALLA FENICETra sperimentazione e tradizione. Musiche classiche e contemporanee al Teatro La Fenicedi Elisa De Marchi Tra gli spettacoli promossi dalla Società Veneziana di Concerti per la Stagione di Musica da Camera 2007-2008 trova posto un interessante esibizione, svoltasi presso il Teatro La Fenice, di cui è protagonista un quintetto d’eccezione: Jörg Widmann, Mario Brunello, Andrea Lucchesini, Marco Rizzi ed il giovane Alessio Allegrini. Il concerto ha richiamato una folla di spettatori incuriositi.
La serata si apriva con “Nachtstück per clarinetto, violoncello e pianoforte”, composta dallo stesso Widmann, un brano suggestivo che indaga il suono e il silenzio. Il programma prevedeva poi il “Trio per pianoforte, clarinetto e violoncello in la minore op. 114” di Brahms, il “Trio per corno, violino e pianoforte” di György Ligeti, e infine ancora Brahms, con il “Trio per pianoforte, violino e corno in mi bemolle maggiore op. 40”. Protagonista indiscusso della serata era Alessio Allegrini, primo corno solista dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia, particolarmente noto per il suo impegno sociale. Sostiene infatti numerosi progetti che hanno lo scopo di migliorare la società per mezzo dell’educazione musicale: collabora con l’associazione Al Kamandjati, con lo scopo di creare scuole di musica nei territori occupati e nei campi profughi della Palestina; aiuta, in qualità di preparatore, alcune orchestre infantili del Venezuela; promuove progetti culturali in Giappone, dove ha anche inaugurato una nuova orchestra giovanile e un Club di 88 cornisti. Jörg Widmann si dedica al clarinetto fin dall’infanzia, ma ben presto si è avviato anche alla composizione, ottenendo in entrambi i campi un notevole successo. Brunello (violoncello), Lucchesini (piano) e Rizzi (violino) lavorano insieme già da tempo, nonostante i diversi percorsi e interessi, e vantano tutti un’attività, sia solistica che cameristica, di livello internazionale. La sofisticata Nachtstück di Widmann ha colpito il pubblico per la sua estrema originalità. Si tratta di uno studio sulla modulazione del suono, composto da toni ostinati, da un continuo sovrapporsi di clarinetto e violoncello, ma fatto soprattutto di silenzi. Il brano richiede una grande precisione e sincronia degli esecutori, che effettivamente si sono condotti bene nelle difficoltà e dissonanze, sicuramente anche grazie alla guida di Widmann. Le due opere di Brahms hanno costituito la parte più sostanziosa del concerto e più apprezzata dagli ascoltatori: sobrio ma di grande forza espressiva, intenso, armonico, Brahms riesce sempre a emozionare ed appassionare. Il Trio per pianoforte, violino e corno è un’opera che raramente viene eseguita perché richiede un cornista di eccezionale abilità, ma Allegrini si è dimostrato all’altezza della situazione. Il brano di Ligeti è dedicato a Johannes Brahms, e proprio con l’opera del compositore tedesco presenta non poche affinità. Ligeti si caratterizza però per una globale perdita delle convenzioni armoniche, della melodia e del ritmo classico, che lo rende a volte di difficile comprensione. E’ un autore estremamente innovativo che, come Widmann, indaga sulla percezione fisica del suono prodotto. I musicisti hanno suonato con passione e sobrietà, ma il pezzo, così ostico, disarmonico e nebuloso, ha comunque lasciato perplesso il pubblico. Società veneziana di concerti Teatro La Fenice Andrea Lucchesini: pianoforte Mario Brunello: violoncello Marco Rizzi: violino Alessio Allegrini: corno Jörg Widmann: clarinetto Musiche di Jörg Widmann, György Ligeti, Johannes Brahms www.teatrolafenice.it
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