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"Manifesto abusivo" di Samuele BersaniUn altro album per Samuele Bersanidi Marco Zanella Così lontano dagli stereotipi dei cantanti moderni, più attenti alle apparizioni televisive che alla musica che suonano. Così vicino alla tradizione dei cantautori della musica leggera italiana. La vecchia scuola.
É un disco “pieno di sorprese” l’ultimo lavoro di Samuele Bersani, Manifesto abusivo, sugli scaffali dei negozi dallo scorso 2 ottobre. Non solo perchè ospita artisti del calibro di Lucio Dalla o Pacifico, non solo perchè riprende Ferragosto, un suo brano scritto nel 2004 per Sergio Cammariere. Non solo perchè compare, nella versione disponibile su itunes, una cover di Fabrizio De Andrè, Il bombarolo, uno di quei vecchi cantautori che più influenza la musica di Bersani, il vero tesoro del disco è rappresentato dalle canzoni che contiene. I testi mai banali e sempre originali, spaziano dall’amore alle trasformazioni nella società. Sorprende la scrittura di Bersani e il modo in cui riesce a mettere in musica i suoi versi, in costante equilibrio tra sarcasmo e ironia, tra romanticismo e attualità. Apre il disco Un giorno pieno di sorprese, uno dei singoli che hanno anticipato l’uscita dell’album. Una ballata in cui i versi scivolano via accompagnati dal suono dolce del pianoforte. Mentre è amaro il ritorno alla realtà con Pesce d’aprile, che vede la collaborazione di Lucio Dalla nei cori. Il testo critica il mondo di oggi, dove tutto è paradossale, dove le notizie di tv e giornali sembrano scherzi di primavera. Così la prigione Alcatraz può trasformarsi in un albergo (già successo) e Hiroshima in Disneyland (non ancora successo). Nella scaletta trova spazio anche una canzone dedicata alla sua città adottiva, A Bologna. Che se non fosse per il sottotitolo - canzone d’amore - messo tra parentesi, si potrebbe confondere per una critica feroce. E invece è un ritratto della Bologna dei giorni nostri, sospesa tra le paure moderne dei divieti e delle telecamere anti-intrusione e la nostalgia della sua vitalità. Una Bologna amata anche se sempre più simile a «Varsavia a due ore dal colpo di stato». Il disco alterna stati d’animo differenti. Oscilla tra canzoni più leggere come Ragno, parole di Angelo Conte e unico testo non “Bersani made”, dove il musicista romagnolo dialoga con un ragno sul valore dell’arte in tempo di crisi. Oppure sulla favola di 16:9, che racconta di una ragazza orientale che per sopravvivere fa pedicure e manicure a soli 10 euro. A tutto questo, la versione in vendita su itunes, aggiunge l’interpretazione “bersaniana” de Il bombarolo di Fabrizio De Andrè, accompagnato al pianoforte da Stefano Bollani. Un testo che Bersani aveva già suonato la scorsa primavera nel programma Che tempo che fa, nella puntata dedicata all’artista genovese. Testo, come ogni altro scritto da De Andrè, che descrive alla perfezione i tempi attuali. Come sanno fare anche queste canzoni di Bersani, specchio fedele della nostra società, degli usi e dei costumi di oggi, dei sentimenti che viviamo e delle emozioni. Un talento che la musa della musica concede di raro. Tracklist 1. Un periodo pieno di sorprese 2. Pesce d’aprile 3. Lato proibito 4. A Bologna 5. Anche Robinson Crusoe 6. Ferragosto 7. Manifesto abusivo 8. Valzer nello spazio 9. Ragno 10. Fuori dal tuo riparo 11. 16:9
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