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Marchi in primo pianoArrivano gli "spot nascosti" per fiction e programmi televisividi Elena Ezechielli E’ prevista per mercoledì prossimo la decisione finale che dovrebbe approvare l’inserimento del product placement all’interno di fiction e programmi televisivi italiani. Il product placement consiste nell’inserimento, all’interno di una scena, di un prodotto, di un oggetto la cui marca risulta ben visibile all’occhio dello spettatore. Sono ormai molti anni (già dal 1982) che i film americani sfoggiano in bella vista marchi di ogni genere. In tal modo il brand Everlast presente negli attrazzi della palestra e negli indumenti della protagonista, connota buona parte delle scene del film The million dollar baby; come i caffè di Starbucks sono i luogo prediletto per Tom Hanks in C’è posta per te. Per quanto riguarda l’Italia, solo nel 2007 la legge Urbani autorizzò l’utilizzo di questa forma pubblicitaria all’interno dei film. Per cui ne Il mio miglior nemico il cielo si tinge della scritta Lufthansa. Attraverso la legge Comunitaria, però, sono state aperte le porte anche al product placement in ambito televisivo. Il Senato il prossimo mercoledì deciderà se attuare questa legge anche nel nostro paese.
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