“Marguerite” di Xavier Giannoli

Stonare per (soprav)vivere

Venezia 72. Concorso
Francia, anni Venti. Marguerite Dumont è una ricca aristocratica francese con la passione per il canto lirico. Di tanto in tanto si esibisce per la sua cerchia di amici, riscuotendo enorme successo. In realtà, però, Marguerite è terribilmente stonata, ma nessuno ha il coraggio di dirglielo. Quando Marguerite si mette in testa di esibirsi in pubblico, suo marito e i suoi amici dovranno trovare un modo di evitarle un’umiliazione.

Ispirato alla storia vera di Florence Foster Jenkins, ricca ereditiera americana che, nonostante le stonature, riuscì persino a incidere dei dischi, Marguerite racconta cosa significa inseguire un sogno impossibile. Marguerite sogna di essere una cantante lirica, ma non ne ha le doti; Marguerite sogna che il marito le presti attenzione, ma questi è preso dalla sua amante e, anzi, si vergogna di lei al punto di fingere incidenti per non assistere alle sue esibizioni; Marguerite sogna una vita indipendente, ma non può averla per via delle convenzioni sociali dell’aristocrazia degli anni Venti, cui si deve conformare.

Il suo sogno diventa quindi soprattutto un sogno di emancipazione, le sue stonature un desiderio di uscire dagli schemi, un rifiuto delle regole imposte da una società che Marguerite non sente sua, da un marito che non la considera, da un mondo che la respinge e castra le sue ambizioni, negandole quelle critiche che potrebbero aiutarla a progredire come cantante, relegandola al ruolo di zimbello da spremere per i suoi soldi, salvo metterla da parte appena possibile.

Xavier Giannoli realizza un film di una dolcezza e di una tristezza sublimi, in cui si ride delle prese in giro e degli stratagemmi messi in atto da chi è costretto ad ascoltare Marguerite, ma allo stesso tempo si soffre per gli sberleffi di cui cade vittima quella donna così forte, ma allo stesso tempo così fragile,
I personaggi sono definiti e caratterizzati con straordinaria precisione e realismo, dal marito assente ma in fondo affezionato al fedele maggiordomo, passando per l’artista anarchico e l’insegnante di bel canto che avrà l’improbo compito di preparare Marguerite per la sua esibizione pubblica. Catherine Frot è semplicemente perfetta nel ruolo della protagonista, cui dona quel misto di dolcezza, generosità e totale mancanza di autocoscienza che rende il personaggio indimenticabile.

In un’alternanza tra immagini liriche e stranianti, magistralmente accompagnate da una musica che da diegetica diventa extradiegetica, passando dalla straziante voce di Marguerite all’angelico canto della Callas, il film crea un’atmosfera onirica, che rinuncia però all’amarezza del reale.

Marguerite è uno di quei pochi film in grado di suscitare contemporaneamente emozioni contrastanti, facendo ridere e piangere lo spettatore, incapace di resistere di fronte ai comici tentativi di Marguerite, ma sentendosi in colpa per averlo fatto. Finale strepitoso nella sua semplicità.

Regista: Xavier Giannoli
Cast: Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Théret, Denis Mpunga, Sylvain Dieuaide
Genere: Drammatico
Durata: 127
Paese: Francia, Repubblica Ceca, Belgio
Anno: 2015
Distribuzione: Movies Inspired
Data di uscita: Venezia 2015 – In Concorso 2015