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Berlinale 61. Fuori Concorso "Mein bester Feind (My Best Enemy)" di Wolfgang MurnbergerLa Storia con tocco intelligente e leggerodi Paola Assom Esistono sono molti modi per leggere e raccontare la storia e fatti drammatici come la persecuzione degli ebrei durante il nazismo assumo persino più forza e più intensità se il tono è ironico e lieve, come in questo intelligente film del cinquantenne regista viennese Wolfgang Murnberger.
Victor e Rudi sono amici fraterni fin dall’infanzia. Victor Kaufmann è il rampollo di una ricca famiglia ebrea di commercianti di arte. Rudi è il figlio della cameriera ed è sempre vissuto presso la famiglia come un figlio, o quasi, e conosce tutto dei Kaufmann, persino che possiedono un prezioso disegno di Michelangelo, e sa anche come e dove lo nascondono. Quando Hitler prende il potere e le cose per gli ebrei si mettono male anche in Austria, Victor si arruola nelle SS e, per mettersi in luce davanti ai gerarchi, rivela l’esistenza del prezioso reperto di casa Kaufmann, che viene sequestrato per diventare dono a Mussolini in occasione di una sua imminente visita a Hitler. I Kaufmann, invece, finiscono in campo di concentramento. Un colpo di scena, però, rovina il piano dei nazisti: il vecchio Kaufmann, nel frattempo ormai morto in prigionia, aveva astutamente fatto fare due copie del disegno di Michelangelo e le aveva acutamente tenute separate. La parte centrale del film verte sulle peripezie di Rudi, che ripesca Victor dal lager per andare con lui a cercare il pezzo originale. Nelle varie vicende Victor si dimostra sempre più astuto, e tuttavia non ha mai rancore verso l’amico di un tempo che ora ha tradito la sua famiglia e anzi, lo salva da sicura morte in un incidente aereo, fingendosi lui stesso ufficiale delle SS. Con quella divisa addosso, anche l’ebreo fa esperienze insolite e con amarezza rivela di capire in qualche modo persino la scelta di chi si è arruolato per Hitler. Alla fine della guerra Victor e la madre tornano vivi dal lager, mentre Rudi, che era riuscito a impossessarsi del negozio del Kaufmann, organizza una grande vendita all’asta. Con Victor, che si reca al negozio per comprare il ritratto del suo vecchio padre morto, Rudi fa il grandioso e glielo regala, poiché è convinto che guadagnerà comunque moltissimo dalla vendita dell’originale del Michelangelo. Ma quello in suo possesso non è che il secondo falso, mentre l’originale è nascosto al’interno del ritratto, ritornato nelle mani di chi lo deve legittimamente possedere. Come già in altri film sull’olocasuto (uno per tutti, Train de vie) questa pellicola scorre veloce e tesa, con continue battute spiritose - nonostante tutto - e trovate vivaci, colpi di scena da commedia che può permettersi di essere leggera senza essere stupida proprio perché l’argomento è serio e pesante. Calzante l’interpretazione del bravo Moritz Bleibtreu, che è perfetto nella parte del giovane ebreo, un po’ dandy e un po’ eroe. “Mein bester Feind” (My Best Enemy), Austria, Luxembourg, 109’ Berlinale 2011 - fuori concorso Regia di Wolfgang Murnberger, con Moritz Bleibtreu, Georg Friedrich, Ursula Strauss, Uwe Bohm, Marthe Keller, Udo Samel
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