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"Miracolo a Sant’Anna" di Spike LeeIl miracolo della guerradi Delia Parodo Dall’omonimo romanzo di James McBride, Spike Lee torna al cinema e porta sullo schermo i suoi soldati. Quattro militari di colore della divisione "Buffalo Soldiers" che rimangono intrappolati sulle montagne toscane, lontani dai loro commilitoni. Qui impareranno a vivere e conoscere l’insensatezza della guerra (benchè a detta dello stesso regista, la Seconda Guerra Mondiale è l’ultimo conflitto che gli Usa hanno fatto bene a combattere), attraverso lo sguardo ingenuo ed estraneo degli abitanti di un paesino di montagna.
Eppure, sebbene stranieri tra gli estranei, i quattro soldati si sentono stranamente a casa. Rispettati più da queste persone semplici che dai loro capi "bianchi", che li mandano a combattere come se fossero carne da macello, questi Buffalo Soldiers apprenderanno il tragico significato del conflitto.
Miracolo a Sant’Anna non è semplicemente un film che racconta gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. L’ultimo lavoro di Spike Lee intende indagare più a fondo, scavare i sentimenti di persone diverse tra loro che hanno vissuto un momento storico sicuramente controverso. Per poi scoprire che, pur nella loro diversità (siano essi italiani, tedeschi o americani), sono tutti accomunati dalla paura. Ed è proprio la paura che determina la cifra della loro umanità. Solo chi ha conosciuto questo sentimento riesce ad affrancarsi dalla propria condizione di vittima o carnefice per diventare un uomo a tutto tondo. Determinante sarà la figura di Angelo, un bambino di nove anni rimasto solo al mondo. Giovane e innocente, il personaggio di Angelo è una figura catartica e cristologica (già dal nome) di rosselliniana memoria. E’ nell’innocenza del suo sguardo, nell’ingenuità del suo modo di pensare ed esprimersi che stanno la sua magia e forza. Il film, purtroppo, pecca in qualche caduta di stile. E’ abbastanza lecito, per esempio, domandarsi come può una contadinotta italiana degli anni ’40, che ha sempre vissuto in un paesino arroccato di montagna, parlare un inglese fluente senza esitazioni. E come può sempre la bella Renata, apparentemente saggia, cedere alle spudorate lusinghe di un soldato e diventare incarnazione di uno stereotipo di femminilità alquanto volgare? Forse il film intende raccontare altri miracoli, oltre a quello avvenuto a Sant’Anna. In questo caso, ci troveremmo davanti a dei miracoli alquanto bizzarri, ma forse questa chiave di lettura è un pò troppo forzata. Sembra, talvolta, che gli (anti)eroi di Spike Lee non riescano a trovare un posto nel mondo. Trasportati dai ghetti di New York alla campagna toscana, i personaggi di Lee perdono parte della loro forza, perchè non sono in grado di adeguarsi ad un contesto che non appartiene loro (e tantomeno al background del regista). I Buffalo Soldiers del film sono, quindi, doppiamente estranei all’ambiente in cui sono calati: estranei perchè stranieri, ma anche perchè il racconto filmico presenta delle falle. Spike Lee forse rischia a voler raccontare un sentire comune, quello dell’insensatezza delle guerre, veicolandolo attraverso una storia che non gli appartiene. Ma al di là delle critiche, al di là delle polemiche partigiane, il film lancia un bel messaggio sul perdono e la misericordia. Perchè solo chi riesce a perdonare può uscire dalla logica della guerra per rientrare in quella dell’umanità. E in questo senso si compie un altro nuovo miracolo. Titolo originale: Miracle at St. Anna Nazione: U.S.A., Italia Anno: 2008 Genere: Drammatico Durata: 144’ Regia: Spike Lee Sito ufficiale: www.miracleatstanna.movies.go.com Cast: John Turturro, James Gandolfini, John Leguizamo, Matteo Sciabordi, D.B. Sweeney, Laz Alonso, Walton Goggins, Malcolm Goodwin, Omari Hardwick, Valentina Cervi, Pierfrancesco Favino, Lidia Biondi, Omero Antonutti, Chiara Francini, Sergio Albelli Produzione: On My Own, Buffalo Soldiers in Italy , Rai Cinema, Touchstone Pictures Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 03 Ottobre 2008 (cinema)
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