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"Adéle e l’enigma del Faraone" di Luc BessonGuardando Hollywood, Besson eterno fanciullodi Fabrizia Centola Miss Adéle, ma noi preferiamo chiamarla Adéle Blanc-sec e, semmai, demoiselle, è una fanciulla indomita che vive le sue avventure agli inizi del ‘900, in quel felice periodo spartiacque che precede il primo conflitto mondiale.
Scrittrice di romanzi d’appendice, di reportage fantasiosi e giornalista, ha un dolore che l’accompagna: l’adorata gemella da anni paralizzata per uno spillone che le attraversa la testa. Dal desiderio di guarigione per Aghate prende il via l’avventura di Adéle, che parte per l’Egitto e rientra a Parigi con la mummia del medico di Ramses II mentre la città è minacciata da un uccellaccio nato, con un ritardo di circa 135.000 anni, dalla schiusa di un uovo di pterodattilo nella teca di un museo. Una bestia unghiuta e carnivora che ha già ucciso un prefetto e la sua ballerina e che con le ampie ali sorvola i tetti della città. Avvinazzati testimoni, bulimici e ottusi investigatori, scienziati, giovani e vecchi, pratiche paranormali, ministri tromboni e un presidente vanesio completano una concitata ronde da Belle Epoque. Luc Besson indubbiamente nutre il fanciullo che è in lui e risveglia quello che è in tutti noi: dopo la triologia di Arthur, propone ora l’adattamento dell’eroina nata dalla matita di Jacques Tardi, disegnatore d’oltralpe che ha composto ad oggi ben nove volumi di rocambolesche e ironiche avventure, ma non solo, ha anche tradotto in graphic novel Léo Malet, con il suo detective privato Nestor Burma, e raccontato la Grande Guerra con La Guerre des tranchées, per molti la sua opera migliore. Adéle (Louise Bourgoin) per lo schermo diventa più avvenente, esibendo un mezzo busto senza veli da far resuscitare una mummia. E’ brusca, ironica e sentimentale, é sempre scarmigliata, perché sempre in azione. Diverte, ma non coinvolge quanto ancora oggi può fare l’intramontabile Indy Jones, a cui è stata più volte apparentata. No, non ha nulla a che vedere con la trilogia di Spielberg: mancano la suspance e la sorpresa, insomma manca il brivido, i serpenti e i ragni pelosi. Deliziose alcune battute (si spera in un doppiaggio rispettoso) e fantastici Mathieu Amalric, Gilles Lellouche e Jacky Nercessian che sostengono con le loro caratterizzazioni un’eroina che altrimenti, da sola, potrebbe avere dei problemi. L’ultimo film di Besson è una miscela che fonde il passato col presente: da Belfagor a Clouseau, fino ad Amelie, con uno sguardo insistito verso Hollywood, anche se lo pterodattilo che cavalca Adéle non ha la leggiadria dei draghi volanti di Cameron. Di Miss Adéle si dice che sia un primo capitolo: nelle intenzioni del regista-produttore anche questa volta dovrebbe trattarsi di trilogia. Una scelta che lascia qualche dubbio perché Adèle Blanc-sec è gradevole, ma non tanto da proseguire. In conclusione è necessaria una precisazione: le straordinarie avventure vere non sono, ma evidentemente qualcuno ha seguito il suggerimento delle mummie, come conferma la piramide che ora trionfa nel cortile del Louvre. Titolo originale: Les aventures extraordinaires d’Adèle Blanc-Sec Nazione: Francia Anno: 2010 Genere: Avventura, Fantastico Durata: 105’ Regia: Luc Besson Sito ufficiale: www.adeleblancsec-lefilm.com Sito italiano: enigmadelfaraone.yahoo.it Cast: Louise Bourgoin, Mathieu Amalric, Gilles Lellouche, Jean-Paul Rouve, Jacky Nercessian, Philippe Nahon, Nicolas Giraud, Frédérique Bel, Laure de Clermont-Tonnerre Produzione: Europa Corp., Apipoulaï, TF1 Films Production Distribuzione: Medusa Data di uscita: 15 Ottobre 2010 (cinema)
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