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"NEMICO DI CLASSE" di Nigel WilliamsLa Quinta C aspetta ancora…di Alessandro Pesce Nemico di classe di Nigel Williams è un testo molto importante dell’ultimo trentennio, non tanto per il suo valore intrinseco, che pure c’è, quanto per il fortunato destino che ha avuto sulle scene europee agli inizi degli anni 80, dando vita quasi dovunque a spettacoli che hanno lasciato il segno, influenzando altresì molta drammaturgia successiva.
Scoperto nel lontano 1978 da un giovane Peter Stein, fu poi rappresentato in Italia da un Teatro dell’Elfo alle prime armi, con regia di Elio De Capitani: un’edizione che rimase leggendaria, per la sua fortuna e anche perche alcuni degli attori giovanissimi che incarnavano i sei terribili ragazzi della Quinta C sarebbero poi divenuti famosissimi: Caudio Bisio, Paolo Rossi, Riccardo Bini e Antonio Catania. Da allora però “ Nemico di classe” non aveva avuto più rappresentazioni di una certa importanza, di conseguenza tutta una generazione nuova, non lo ha mai visto in scena, pur conoscendolo di fama. Benissimo ha fatto quindi Massimo Chiesa a riprenderlo e affidarlo alla sua giovane compagnia” The kitchen company“ formata da valenti attori più o meno freschi di accademia, che peraltro non fanno rimpiangere gli illustri predecessori. In una scuola di periferia filerebbe tutto liscio, se non ci fosse, confinata in un’aula particolarmente degradata, una classe formata da sei ragazzi che oggi chiameremmo borderline. In un giorno come tanti, essi cercano, tra violenze verbali e fisiche, di inventarsi una mattinata, da soli, in classe, perché nessun professore vuole varcare quella soglia, perché la società ha già deciso di escluderli, condannandoli senza provare a dare loro uno stimolo di vita. L’insegnante che dovrebbe arrivare, e che come Godot non arriverà mai, diventa allora una metafora di una nottata che non passerà Il testo non ha avuto bisogno di grandi interventi di attualizzazione: soltanto la presenza delle canzoni di Vasco e di Lady Gaga, la comparsa tra le scritte sui muri , di un cuore Berlusca e Noemi, la rumenità di uno dei sei giovani, alludono senza fastidiosa invadenza, al fatto che siamo nell’Italia contemporanea. Per il resto la regia si limita a coordinare con grande ritmo i bravissimi giovani Che, con un testo tale, hanno modo di creare da un lato un affiatato collettivo ma anche di mostrare, nelle sei auto-lezioni-confessioni, di saper approfondire e caratterizzare i loro personaggi. Dopo la riapertura del sipario per gli applausi di rito, gli attori ci appaiono sistemati di profilo,come in una di quelle stanze dove la polizia mette in fila i delinquenti per il riconoscimento. Un’idea che funziona ma che ha un fondo di amaro pessimismo. The Kitchen Company presenta Luca Avagliano, Gabriele Bajo, Nicola Nicchi, Daniele Parisi, Giovanni Prosperi, Carlo Zanotti, Giorgio Regali Nemico di classe di Nigel Williams - regia Massimo Chiesa Roma, teatro Italia fino al 28 febbraio
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