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"NERO BIFAMILIARE" DI FEDERICO ZAMPAGLIONELa regola del sospettodi Pierpaolo Simone Un nuovo regista fa capolino nelle sale italiane dopo aver riempito gli stereo di mezza Italia con la sua musica. Federico Zampaglione alla macchina da presa e i Tiromancino alle musiche regalano una commedia a tinte nere piena di personaggi ambigui ed estrosi. Nero Bifamiliare affittasi.
Vittorio fa l’assicuratore, o almeno ci prova, prestandosi a piccole truffe a base di incidenti stradali e certificati medici fasulli. Vive con Marina, sua moglie, con la quale è in procinto di acquistare una villetta bifamiliare immersa nel verde, dove tutto sembra essere tranquillo. In attesa di sfondare nel campo informatico con un negozio di elettronica on-line - il sogno di una vita - Vittorio dovrà fare i conti con Slatko e Bruna, due vicini di casa chiassosi e poco rassicuranti che, in breve tempo, diventeranno la sua unica ossessione, minandone la serenità e mettendo in luce i lati più fragili della sua esistenza. L’esordio al cinema di Federico Zampaglione è dignitosissimo, formalmente impeccabile, un seme in piena crescita che può germogliare al meglio. Ovviamente innaffiato e curato con le migliori delle premure. La trama, giocata sul sentimento medio di un’italietta sospettosa e asfissiata dalle cronache televisive, rende omaggio – senza troppi veli – al cinema stesso, quello che l’attivissimo cantante dei Tiromancino dice di aver sempre osservato col massimo del rispetto. Un film che non piacerà ai suoi detrattori, che lo considereranno fin da subito una prova autoreferenziale e priva di slanci originali. Al contrario, una pellicola validissima che piacerà paradossalmente al suo pubblico per gli stessi motivi. Un’anima spaccata in due, quella di Nero Bifamiliare, rigonfia di chiacchiere e pettegolezzi, unica materia in cui la razza nostrana eccelle. Punta nel vivo nella sua presunta xenofobia, alle prese con il bandolo della matassa calcistica, interrotta con sarcasmo dall’occhio registico proprio al massimo del suo godimento. Come lascia trapelare la divertentissima scena di un popolo unito finalmente da una punta all’altra dello stivale durante la finale dei campionati del mondo. Esplicito il rimando a Fellini (già nella locandina), nei sogni ricorrenti di un Luca Lionello quasi irriconoscibile, mortificato dall’odio per il suo vicino di casa, un corpulento "straniero" dalle attività a dir poco sospette. Brava la Gerini, nei panni di una borghesuccia innamorata che sogna gli agi di una vita tranquilla. Impeccabili le musiche, che fanno da sottofondo a un percorso itinerante che è insieme cinema, musica e contaminazione visiva. Sotto l’egida di una cronaca schiacciante, ben prima degli accadimenti di Erba e quasi un inevitabile ritorno al "sangue freddo" di Capote, Federico Zampaglione arriva al cinema con un film che, qualunque sia l’esito, vale di più - molto di più - dei piagnistei insignificanti di un "ferramenta" (sic) che ha tanta voglia di prenderci in giro. Nero bifamiliare Titolo originale: Nero bifamiliare Nazione: Italia Anno: 2006 Genere: Commedia Durata: 90’ Regia: Federico Zampaglione Sito ufficiale: www.nerobifamiliare.it Cast: Claudia Gerini, Luca Lionello, Emilio De Marchi, Anna Marcello, Ernesto Mahieux, Max Giusti Produzione: Moviemax, Lupin film Distribuzione: Moviemax Data di uscita: 13 Aprile 2007 (cinema)
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