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"NO LINE ON THE HORIZON" DEGLI U2Evocando il limite inesistentedi Gianluca Capaldo
Sarà capitato a molti di ascoltare e riascoltare un album e non riuscire mai a coglierne la vera essenza, o meglio le numerosi parti che compongono quella misteriosa essenza. Immaginate di osservare un’immensa distesa di rocce che dopo milioni e milioni di anni cambia, viene erosa ma allo stesso tempo coperta da nuovi depositi di agenti atmosferici esterni. Lo scorrere del tempo porterà queste rocce a far parte di affascinanti strati che, nella loro profondità e diversa materia, diventeranno in alcuni casi impercettibili, motivo di ricerca, pennellate naturali e artistiche sulla parete del mondo.
I brani di No Line On The Horizon sono rocce. Stratificate. Come geologi, gli ascoltatori devono mettersi alla ricerca delle cause di quella creazione. La sensazione è quella di essere davanti al risultato di un complesso di fenomeni (quel processo creativo sedimentario...) che arrivano da esperienze passate, da contaminazioni di generi, da produzioni storiche. L’ascoltatore a questo punto diventa protagonista e causa di un processo che, come le trasformazioni chimiche e fisiche della geologia, modella con le emozioni e l’ascolto erosivo (difficile al primo approccio) i sedimenti di un pianeta roccioso compatto e coerente. No Line On The Horizon è il dodicesimo album in studio degli U2 e segue il successo mondiale di How To Dismantle An Atomic Bomb. La frenesia creata intorno all’uscita di questo ultimo lavoro ha portato gli addetti ai lavori a un’attesa spasmodica del primo ascolto, tanto da rincorrere sul web la release illegale del cd o gli ascolti frammentati di 30 sec rilasciati a pochi giorni dall’uscita negli store. Quanto ci sia di strategico in questo “gioco promozionale” lo lasciamo decidere ai fan... Il primo singolo estratto, Get On Your Boots, strizza l’occhio alle radio, alle sonorità pop, ma ben poco lascia intendere dello strepitoso lavoro produttivo che abbiamo tra le mani. Infatti il brano, nonostante l’impatto sonoro che può generare nelle sua composizione e nei suoi arrangiamenti, sembra un magistrale mix di più brani che cerca di accontentare pubblici diversi. In poche parole il marketing impera. La title track è un gioiello: la voce di Bono dice “no line on the horizon”, ci martella la testa e basta poco per ritrovarsi con l’immaginazione nelle migliaia di persone che riempiranno le date del tour. La maestosità sonora esplode nella distesa delle rocce...e l’ascoltatore comincia la sua ricerca di quel limite inesistente fortemente evocato. La carica dell’intro di Magnificent riporta indietro negli anni. Il brano è così appagante e decisamente completo che non si crede alle proprie orecchie: gli “irlandesi” Bono Vox, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen, nonostante i 30 anni di carriera riescono ancora a sorprendere e sconvolgere con suoni in pieno stile U2. Il terzo brano Moment of Surrender calma le acque e, intessuto sulla vocalità di Bono per oltre sette minuti, porta in scena la parte più intima e calda della band. Una composizione firmata Brian Eno dalla forte connotazione cinematografica, onirica. Dopo Morfeo è tempo di cinguettio di uccelli. Unknow caller apre con la ripetizione della parola "sunshine". Gli strumenti musicali si svegliano e il ritmo ci trasporta. La magia del brano è racchiusa nei suoni sbalorditivi di The Edge e nei cori che ci esortano con i seguenti versi: "Restart and reboot yourself / You’re free to go / Oh, ohhh / Shout for joy if you get the chance / Password, you, enter here, right now". Con I’ll go crazy if I don’t go crazy tonight, pezzo molto pop e molto vicino alle ultime produzioni, soprattutto a quella di All that you can’t leave behind, si apre una parte del cd in cui si può essere più spensierati e poco riflessivi. Infatti seguono il singolo Get On Your Boots e Stand Up Comedy, pezzo nervoso e che sarà decisamente trascinante nella situazione live. Con Fez-Being Born arriviamo all’estrema nuova sperimentazione. Il brano è sicuramente il più sperimentale di tutta la tracklist. Sonorità elettroniche vengono condite con percussioni stranianti, mentre la voce di Bono cerca di trovare una strada sicura...ma è difficile. Si può dire che qui Eno si è lasciato andare la mano rischiando, come spesso accade, di forgiare a sua immagine e somiglianza il prodotto musicale di una band che dovrebbe rimanere tale e non trasformarsi in cavia. Il risultato evocativo e spirituale è, ovviamente, di ottima qualità ma lascia perplessi sui suoni della chitarra e sulla somiglianza di alcune atmosfere che ricordano l’ultimo lavoro dei “cugini” Coldplay. White as a snow è l’anima folk degli U2: una commovente ballata acustica. In forte contrapposizione con la precedente track sperimentale, qui siamo di fronte all’estrema semplicità di una chitarra arpeggiata dove la spiritualità di Bono impressiona e ci colpisce senza fronzoli. Si chiude con l’elettrica Breathe e con la cupa Cedars of Lebanon, ultima riflessione prima di lasciarci. Non ci resta che sognare e immaginare l’evento live. Il tour mondiale arriverà in Italia a San Siro il 7 e l’8 luglio. TRACKLIST
No line on the horizon Magnificent Moment of surrender Unknown caller I’ll go crazy if I don’t go crazy tonight Get on your boots Stand up comedy Fez - Being born White as snow Breathe Cedars of Lebanon
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