VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
NOME E COGNOME TOUR di LIGABUEL’ultima tournee dell’artista riparte dallo Stadio Euganeo di Padovadi Michela Tosato È ripartito da Padova davanti a migliaia di spettatori il tour colossale di Luciano Ligabue che da febbraio lo vede impegnato, prima nei club, poi nei palasport ed ora negli stadi, in un infinito giro d’Italia. Il pubblico dell’Euganeo ha risposto con calore ed entusiasmo alle oltre due ore di energico rock.
Nonostante il caldo, o forse proprio per quello, gli spettatori presenti allo Stadio di Padova venerdì 14 luglio, hanno reagito con un’accoglienza davvero vigorosa alla performance del rocker di Correggio, accompagnato sul palco addirittura da due band. Durante lo spettacolo si sono infatti susseguiti su un palco imponente, con un arco che si spingeva quasi fino a metà campo e che racchiudeva il pubblico più “sfegatato”, La Banda composta da Federico Poggipollini alla chitarra, Mel Previte alla chitarra, Robby Pellati alla batteria, Antonio Righetti al basso, Niccolò Bossini alla chitarra e Josè Fiorilli alle tastiere, e I ClanDestino, storica band dell’artista, con Max Cottafavi alla chitarra, Luciano Ghezzi al basso, Gigi Cavalli Cocchi alla batteria, Giovanni Marani alle tastiere. Inoltre la serata ha visto come ospite d’eccezione un poliedrico e bravissimo Mauro Pagani. La scaletta ha lasciato grande spazio alla primissima produzione di Ligabue, proponendo brani immortali come “Marlon Brando è sempre lui”, “Lambrusco & pop corn”, “Bar Mario” e “Balliamo sul Mondo”, dando anche il giusto rilievo ai brani più celebri della produzione più recente. Efficace l’utilizzo dei mega-schermi ai lati del palco che oltre a proporre in diretta le immagini del concerto, sono stati utilizzati come piattaforma comunicativa: oltre ad immagini, sono stati proposti testi ad effetto sull’insensatezza della guerra (durante il brano “Il mio nome è mai più”) e sul delicatissimo problema dell’anoressia (durante “Quella che non sei”). Il momento più intenso della serata, oltre al finale “in lustrini” con “Leggero” e “Urlando Contro il cielo”, è stato raggiunto con il brano “Una vita da mediano”, durante il quale sono stati riproposti sul maxischermo tutti i gol degli azzurri del Mondiale 2006, scatenando la gioia e l’euforia di tutto lo stadio. Uno spettacolo dinamico ed entusiasmante con alcuni rarissimi momenti di “stand by” che, comunque, non intaccano il “buon sapore” che il concerto lascia a fine serata. Ligabue si conferma uno dei più grandi artisti italiani che dimostra con grinta e semplicità la sua bravura non soltanto come cantante e musicista, ma anche come “animale da palcoscenico”, che trova la sua dimensione ideale proprio negli stadi.
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2009 Creative Commons |





