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"NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO" DI SUSAN JANE GILMANIl lato comico di una esistenza...di Maria Chiara Alfieri Susan Jane Gilman, autrice di "Ragazze non troppo perbene", racconta al lettore la sua storia, la sua vita, la sua convenzional-stravagante famiglia in "Non volevo il vestito bianco".
Susie è una bambina paffuta di quattro anni che ama, come tutti a quell’età, mascherarsi, mangiare cibi confezionati e abbuffarsi di gelati, ma la sua più grande caratteristica è di essere figlia di due hippy: una madre ebrea pagana e un padre che fa trascorrere, a lei e a suo fratello, le vacanze estive a Silver Lake per poter assistere e partecipare attivamente alle riprese di Camp, il film indipendente di Alice Furnald. La scrittrice inizia con questo suo primo esilarante racconto a divertire con un linguaggio particolareggiato e ben scelto, una struttura semplice e un ritmo comico che "costringono" a leggere, in un unico atto, l’autobiografia-romanzo. Di capitolo in capitolo, il lettore scopre le sue delusioni scolastiche, le ore ad aspettare Mick Jagger e Keith Richards, l’esperienza del college, gli amori dell’università, i primi passi nel mondo del lavoro giornalistico, le bizzarre iniziative di Ellen, la madre e il carattere remissivo del padre, insomma tutta l’esistenza di Susan Jane Gilman. Impossibile farne un riassunto perchè si perderebbe la grande capacità della scrittrice di coinvolgere divertendo; Non volevo il vestito bianco è una lettura piacevolissima in cui è difficile non ridere di pagina in pagina! Susan Jane Gilman, Non volevo il vestito bianco, Piemme, 2008, pp.395, € 17.90.
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