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"Ne Parliamo a cena" di Edoardo Leo al RFFUna divertente sitcom con Ettore Bassi e Primo Reggianidi Serena D’Urbano L’universo maschile e quello femminile in una fiction che mette a nudo tic, debolezze e paranoie della generazione dei nuovi quarantenni. Chiodo fisso: il sesso.
E’ giovedì sera. Quattro amici vanno a cena fuori e si vantano della loro vita sessuale. Le loro quattro mogli, riunitesi a casa, la pensano diversamente. Il disastro è che le coppie si troveranno a confrontare le diverse versioni, tra liti e divertenti equivoci, nella solita cena “comune” del sabato, complici due ventenni indiscreti. Stefano è un imprenditore che non ha il coraggio di confessare alla moglie di essere gay. Lei è convinta che il loro rapporto vada oltre il sesso e che, mentre lo fanno, lui chiuda gli occhi per concentrarsi: ma lui, in quel momento, sogna di essere con Rufus, fratello di lei. Loris (Ettore Bassi) confonde l’eiaculazione precoce - secondo la sua compagna dura non più di dieci secondi - con la “sveltina”, che peraltro secondo lui ha una sua “nobiltà” da non sottovalutare. Andrea e la moglie non fanno altro che scannarsi, ma puntualmente, due volte a settimana, fanno sesso nel retro del negozio. Pietro (Edoardo Leo) ha fantasie erotiche a dir poco stravaganti, pazientemente assecondate dalla sua donna: sogna di sodomizzare la moglie di Bush, per punirlo, ma a volte lo eccita l’idea di violentare Bush in persona. Il salto generazionale è stato compiuto: il disagio dell’irresponsabile trentenne “bamboccione” scandagliato da tanto cinema italiano contemporaneo (Muccino e similari) ha trasferito la propria pesante eredità sui “fratelli maggiori”. I protagonisti di Ne parliamo a cena sono ormai vicini agli “anta”, con problematiche ed esigenze diverse dai loro predecessori: il traguardo “lavoro/casa/famiglia” è stato conquistato: ora sta a loro cercare di non mandar tutto in malora… Il tutto è visto attraverso gli occhi di due ventenni (un processo di straniamento spesso affidato alla voce over dei due): la solitaria Micaela, cui l’I-pod fa da scudo verso il mondo, e il giovane barista Primo (Primo Reggiani), timido e preoccupato di fare la stessa fine del fratello Andrea e dei suoi amici. I due si interrogano, con saggezza e ingenuità, sulle ragioni che portano una coppia a non confrontarsi più con onestà, a mentire sui propri desideri, sessuali e non, e sulle proprie paure. Riflessioni che fortunatamente Edoardo Leo - prendendo le distanze dalla tendenza generale al cinismo/disperazione della contemporaneità - sceglie di trattare con leggerezza e ironia, non prendendosi troppo sul serio. E così le nevrosi di un’intera generazione si aprono al sorriso, alla battuta, ma soprattutto - sul finale - alla speranza che li tiene uniti… Il valore dell’amicizia che porta gli amici ad aprirsi e confidarsi l’un l’altro, comodamente seduti sul divano di un locale (qualcuno sente odore di Central Perk?) e la trattazione disinibita della sessualità maschile e femminile solo raccontata, in questo episodio pilota, e mai mostrata (in Italia siamo lontani anni luce dalla rivoluzione dei costumi di Sex and The City e Californication) sono gli ingredienti principali di una sitcom carina e divertente che non a caso, sui titoli di coda, ha strappato un timido ma sentito applauso al pubblico in sala. La frase: "Voi non siete ventenni cresciuti, siete ventenni peggiorati" (Micaela) REGIA: Edoardo Leo SCENEGGIATURA: Edoardo Leo, Marco Bovini, Caterina Cavina PRODUZIONE: Marco &Gianluca Bertogna/ DAP Italy CAST: Ettore Bassi (Loris), Cristina Moglia (Carolina), Primo Reggiani (Primo), Eugenia Costantini (Micaela), Marco Bonini (Andrea), Carlotta Natoli (Sabrina), Paolo Gasperini (Stefano), Gea Lionello (Francesca), Edoardo Leo (Pietro), Arianna D’Ecclesia Farace (Corinne).
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