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"Nella mente del serial killer" di Renny Harlinun thriller psicologico dal finale incertodi Pierpaolo Simone Non è facile diventare “cacciatori di menti”. Sette agenti dell’FBI, dal passato incerto, vengono mandati per tre giorni su un’isola completamente deserta per seguire le tracce di un pericoloso serial killer. Ma è soltanto una simulazione, una delle tante prove da superare per raggiungere l’ambita posizione di tracciatore di profili psicologici. Per entrare a far parte di questa squadra dovranno scovare l’assassino soltanto attraverso le loro capacità intellettive. Fra indizi e prove dovranno tracciare il profilo del folle omicida. Un folle così spietato da apparire reale.
“Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar…”, è l’inizio della filastrocca con cui Agata Christie ci catapulta nel suo romanzo di maggior successo. E nel film, come nei dieci piccoli indiani, si procede ad eliminazione. Uno ad uno, infatti, i sette agenti dell’FBI verranno uccisi con maniacale precisione. La prova, la simulazione, si trasforma in una lotta contro il tempo. “Il burattinaio” è un serial killer spietato. E soprattutto reale. Muove i fili con precisione chirurgica, è ossessionato dal tempo, dagli orologi. Gioca con le loro paure e le loro debolezze. E quando gli agenti cercheranno di sfruttare abilità e conoscenza per tracciare il profilo del killer, agiranno proprio come lui aveva previsto facessero, gettandoli fra le braccia della morte nell’attimo esatto in cui tentano di fuggirla. Il “burattinaio” conosce perfettamente ognuno di loro. E li osserva, mentre il germe del sospetto li metterà gli uni contro gli altri. Nella mente del serial killer è un thriller psicologico dal meccanismo ad orologeria. Gioca con i luoghi classici dell’alta tensione, inietta incertezza, impossibilità di cogliere la figura reale dell’assassino. A metà narrazione chiunque di loro potrebbe essere il potenziale omicida. Gatti che ciondolano in aria appesi ad una corda, serie di numeri da decifrare, un corpo dalla testa mozzata da cui è stato prelevato tutto il sangue. Ma chi è davvero l’assassino, quale il movente? Vista la tragedia di queste uscite estive, il film interpretato da Val Kilmer e Christian Slater (nomi che da soli garantiscono la cattiva riuscita di un film) non è da buttar via. La trama è ben costruita, la tensione regge per tutta la durata. Ma se il serial killer gioca con le debolezze delle proprie vittime, così fa il regista. Che non osa essere cattivo fino in fondo. Non dà la zampata finale e si getta sul pubblico a pelle di leone. E mentre ammicca, ne muore. In uscita il ventisei agosto. Titolo originale: Mindhunters Nazione: U.S.A., Olanda, Regno Unito, Finlandia Anno: 2004 Genere: Thriller Durata: 106’ Regia: Renny Harlin Sito ufficiale: www.mindhunters-thefilm.com Cast: Val Kilmer, Christian Slater, LL Cool J, Eion Bailey, Clifton Collins Jr., Will Kemp, Jonny Lee Miller, Kathryn Morris Produzione: Dimension Films, Intermedia Films Distribuzione: Eagle Pictures Data di uscita: 26 Agosto 2005
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