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"Next – un piccolo libro sulla globalizzazione" di Alessandro BariccoUn altro Bariccodi Milena Guerrieri Un piccolo libro, quasi un pamphlet, ma più simile, nella forma a quelli che definiamo oggi instant-boo: in altre parole una piccola sorpresa editoriale figlia di un Baricco inaspettato, osservatore della società contemporanea, delle sue fenomenologie, delle sue contraddizioni e dei suoi meccanismi. Un Baricco No-Logo? Non proprio, diciamo un Baricco con delle buone opinioni.
Per chi conosce Alessandro Baricco come uno degli autori di di narrativa contemporanea più apprezzati in Italia, questo libro rappresenterà una piccola svolta nel mondo delle sue riflessioni meno intimiste ma più socialmente e politicamente impegnate. Nato da una serie di articoli pubblicati per Repubblica, questo volumetto non vuole essere né pretenzioso, né tanto meno aspira a dettare delle linee guida per la comprensione di uno dei fenomeni più chiaccherati degli anni Duemila: la Globalizzazione. Questo saggio-nonsaggio vuole bensì essere un’opinione, un punto di vista, uno sguardo in più dato al lettore che, con coscienza ed intelletto propri, amplierà il carniere di riflessioni a propria disposizione per capire meglio il mondo ed il sistema dei consumi all’interno dei quali vive e si muove. “Non è il libro di un esperto. E’ un libro che, nel modo più semplice, cerca di capire cos’è la globalizzazione, usando i contributi degli esperti ed una buona dose di ingenuità. Se non fosse che mio figlio se ne frega, è il tipo di libro che uno potrebbe intitolare: La globalizzazione spiegata a mio figlio. Cioè, non è che se ne freghi. E’ che ha tre anni. Gli piacciono i dinosauri.” Non sempre è necessario essere esperti economi per porsi delle semplici e logiche domande e, con un po’ di informazione e logica deduttiva, cercare anche di darsi delle risposte. Questo Baricco lo sa bene e cerca, con l’umiltà dichiarata sin dalle prime battute, di immedesimarsi lettore, ponendosi gli stessi interogativi di una qualunque casalinga di Voghera, affrontando in modo semplice quanto diretto il tema globalizzazione e cercando di tirare le file sulle origini del fenomeno e del suo reale significato nella vita di ogni normale cittadino, partendo da ciò che indossiamo, dai tanto discussi brand che stanno omologando la moda e non solo, passando per gli spinosi avvenimenti del G8, il cinema facile dei grandi blockbusters e dei multisala (“il mondo vede i film americani, ma gli americani non vedono i film del mondo”) arrivando a McDonald’s, ai monaci tibetani e l’ immancabile Coca Cola. Senza demonizzare nessuno di questi beni globalizzanti e globalizzati Baricco li seziona e ne analizza il potere seduttivo, la struttura, la diffusione, invitandoci non tanto a boicottare o a “no-globalizzarci” a nostra volta, ma soltanto a pensarci su: “Ho in mente gente convinta che la globalizzazione, così come ce la stanno vendendo, non è un sogno sbagliato: è un sogno piccolo. Arrestato. Bloccato. E’ un sogno in grigio, perché viene direttamente dall’immaginario di manager e banchieri. In un certo senso si tratterebbe di iniziare a sognare quel sogno al posto loro: e realizzarlo.” Alessandro Baricco, Next – un piccolo libro sulla globalizzazione, Feltrinelli, 2003, pp. 90, € 5,50.
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