“No – I giorni dell’arcobaleno” di Pablo Larraín

“No” alla dittatura. Un film da vedere

Con No – I Giorni Dell’Arcobaleno, Pablo Larrain illumina la Storia moderna mostrandoci la caduta di Augusto Pinochet, l’unico dittatore ad essere stato deposto attraverso un’elezione democratica. Ed è una lezione di politica che vale ancora oggi, anche in un paese già democratico come l’Italia.

Nel 1988 le forti pressioni internazionali costringono il dittatore cileno Augusto Pinochet ad indire un referendum nel quale il popolo decida se prolungare o meno per altri otto anni il suo potere. L’opposizione è per la rima volta libera, dopo l’assassinio di Salvador Allende, di condurre la propria campagna elettorale e decide di affidarla a un giovane pubblicitario, Renè Saavedra, figlio di un esiliato, ma piuttosto indifferente alla politica. Contro la sfiducia dei militanti dell’opposizione e i continui boicottaggi dell’entourage di Pinochet, Saavedra lavora al suo audace progetto con pochi mezzi a disposizione e un ritrovato entusiasmo per spingere i cittadini cileni a votare “No” alla dittatura.

Dopo l’emblematico e straniante Post Mortem che raccontava l’assassinio del presidente democraticamente eletto Salvador Allende e la presa del potere da parte del generale Pinochet, Pablo Larrain pone fine con questo film a una trilogia sulla dittatura cilena iniziata nel 2008 con il brutale Tony Manero.
Della violenza psicologica e fisica che emerge dai primi due, Larrain lascia qui soltanto un’ombra drammatica: nel 1988, un momento storico di cambiamento globale, la dittatura cilena cerca di rinnovarsi democraticamente lasciandosi alle spalle tutti gli orrori commessi mentre dal lato opposto la strategia dell’opposizione s’impone su una occidentale e capitalistica idea di “allegria” che non dimentichi il passato ma si rivolga al futuro.
La forma con la quale Larrain mette in scena questa condizione sociale, è decisiva: il regista cileno usa una macchina da presa degli anni ’80 naturalmente analogica con un formato in 4:3 inedito in questi anni di HD, 16:9 e riprese in digitale. Il risultato è perfetto perchè No – I Giorni Dell’Arcobaleno riesce a dare una continuità splendida tra le immagini di archivio e il girato del film in modo da permettere allo spettatore di immergersi nel film come nella Storia stessa, senza alcun salto rappresentativo, senza alcuno strappo tra realtà e finzione. Lo spettatore così non si trova di fronte a un documento storico sul quale è chiamato a compiere una riflessione critica e distaccata, ma vive sulla propria stessa pelle le sensazioni dell’epoca, soffrendone e gioendone in modo diretto.

Questa tecnica registica permette allo spettatore di penetrare a tal punto nel film da impedirgli di accorgersi della grande prova recitativa compiuta da Gael Garcia Bernal, finalmente maturo dopo alcune prove incerte, e da Alfredo Castro, attore feticcio di Larrain già protagonista dei due capitoli precedenti della trilogia sulla dittatura cilena.
Nei loro ruoli di pubblicitari, la sceneggiatura li mette fin da subito in una tensione che nasce in un contesto lavorativo di sana concorrenza del tutto estraneo alla politica, ma che in essa sembra poi trovare il pretesto per esplodere. Che il percorso della Storia dia la vittoria al più giovane dei due, è un dato del tutto irrilevante in un contesto dove le loro figure rappresentano il cambiamento: l’approccio alla politica viene svecchiato sia a destra che a sinistra sfruttando una comunicazione capitalistica di massa che nella pubblicità trova la sua massima espressione e che trasforma irrimediabilmente il canto di battaglia in un jingle, le madri dei desaparecidos in donne in carriera, il bambino gettato per strada coperto di fuliggine in un biondo aitante ragazzo che beve una bibita americana.

Questo discorso sulla campagna elettorale sembra diventare straordinariamente attuale nel momento in cui i grandi dirigenti della sinistra cilena si rifiutano di rinunciare alle loro denunce storiche in favore di una promessa di felicità futura: la loro giusta posizione ha una rigidità drammatica in un contesto sociale in cerca di progresso dove i figli di esiliati, torturati o assassinati dal regime non dimenticano i padri ma si rivolgono con decisione verso il loro futuro.
In una simile società, passato e futuro cercano di stringere un patto per superare il presente. Con No – I Giorni Dell’Arcobaleno Pablo Larrain ci dimostra come questo patto sia stato in grado addirittura di superare una dittatura ventennale e quando le luci della sala si accendono lo spettatore sente ancora i brividi di quegli anni come li avesse vissuti sulla propria pelle, poi esce dalla sala e prova la strana necessità di volerli sentire ancora, anche se a ben guardare non ha una dittatura di fronte, ma uno Stato democratico.

Titolo originale: No
Nazione: Cile, Francia, U.S.A.
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 110′
Regia: Pablo Larraín
Cast: Gael Garcia Bernal, Alfredo Castro, Antonia Zegers, Marcial Tagle, Luis Gnecco, Diego Muñoz, Néstor Cantillana, Alejandro Goic, Jaime Vadell, Manuela Oyarzún
Produzione: Fabula, Canana Films
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 09 Maggio 2013 (cinema)