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Giornate degli Autori "Nowhere Man" di Patrice ToyeIsole lontane, ossessioni vicinedi Andrea Vesentini Un uomo lascia la sua vita in Belgio, si finge morto e fugge in Africa, per tornare a casa cinque anni più tardi. Grandi ambizioni, senza grandi risultati, per una pellicola buonissima di partenza, ma forse realizzata senza l’anima necessaria.
Deluso dalla vita, forse non completamente ma di sicuro nemmeno felice e con la volontà di dare una svolta netta alla sua esistenza, Tomas finge di morire in un incendio e parte alla volta dell’Africa per riscoprire se stesso, lasciando moglie e lavoro. Ma anche lontano dal Belgio, la sua insoddisfazione non cambia, e proprio la distanza sembra fargli apprezzare quel che di buono c’era nella sua vita precedente. Al suo ritorno a casa, dopo cinque anni, molte cose sono però cambiate... Opera curiosa quella della regista Toye, che parte dal titolo di un successo dei Beatles (che non ha nulla a che vedere con la storia, né tanto meno fa parte della colonna sonora) per sorvolare una serie di temi che hanno nutrito il cinema da sempre: la fuga, la morte simulata, il triangolo amoroso, la fantasmatica presenza del coniuge defunto. Con tanta carne al fuoco, ci si potrebbe aspettare il miglior film di sempre, ma ogni tema viene sprecato senza particolare originalità, senza nulla di nuovo da dire o proporre, realizzando un ibrido che non è Castaway, non è Jules e Jim, non è Rebecca ma (quel che è peggio) vorrebe essere tutti e tre queste opere messe assieme. Così anche la mano registica della Toye sembra sicura e stilisticamente coerente, ma è proprio la sua direzione studiata tanto quanto asettica che a lungo andare porta alla noia, soprattutto nell’interessante evoluzione finale in cui la donna arriva ad essere dominatrice, rappresentata forse con eccessiva teutonicità. E se la sceneggiatura ha delle illuminazioni tanto piacevoli - soprattutto per una certa ironia che traspare qua e là - è naturale rimanere delusi quando nel giro di un istante cade in situazioni alquanto scontate, o non sa restituire con sufficiente poesia i grandi temi che si era proposta di trattare. Né riescono gli attori a rendere il tutto credibile fino in fondo: l’interpretazione di Sara De Roo, nel ruolo della moglie Sara, non è per niente male, ma Frank Vercruyssen, che dà volto e anima al protagonista, avrebbe fatto bene a mettere un po’ meno volto (abbastanza monocorde, dopo un’ora di film) e un po’ più anima. Quel che resta è un film non noioso, non catastrofico, senza picchi discendenti ma senza neanche grandi impennate, e che soprattutto non riesce a mantenere le grandi promesse che la storia aveva delineato. Una curiosità: la prima proiezione al lido già conferma una tendenza cara alla mostra del Cinema - l’ecatombe di qualsiasi tipo di animale sul grande schermo, ognuno eliminato nei modi più disparati. Qui già troviamo un gatto investito fuori scena, un cavallo agonizzante, uno scarafaggio annegato di proposito ed un cane salvato in extremis da un esplosione. Niente male come partenza. Titolo originale: Nowhere Man Nazione: Belgio, Olanda, Norvegia, Lussemburgo Anno: 2008 Genere: Drammatico Durata: 96’ Regia: Patrice toye Cast: Frank Vercruyssen, Sara De Roo, Muzaffer Ozdemir Produzione: La Parti Production Distribuzione: Funy Balloons Data di uscita: 28 Agosto 2008 (Venezia 65)
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