VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
"Nowhere boy" di Sam Taylor-WoodLe due mamme di John Lennondi Rinaldo Vignati I primi passi nella musica di John Lennon: il primo gruppo (The Quarrymen), l’incontro con Paul McCartney e con George Harrison. E, contemporaneamente, la difficile situazione famigliare: il giovane Lennon è diviso tra una madre che lo ha abbandonato, ma che negli sporadici incontri gli trasmette la passione per il rock’n’roll, e una zia che l’ha cresciuto amorevolmente ma anche severamente (lei ascolta Čajkovskij e Bach).
La filmografia su John Lennon è ormai piuttosto nutrita: ci sono documentari come John and Yoko: A Love Story (prodotto per la tv nel 1985) o Imagine (1988) di Andrew Solt, che uscì anche nei cinema italiani, e ci sono opere di fiction come Backbeat (1994) di Iain Softley, sul periodo ad Amburgo (in cui l’attenzione si focalizzava però su Stuart Sutcliffe), e The hours and times (1991) di Christopher Munch, sul rapporto tra Lennon e Brian Epstein. A queste si aggiunge ora il film di Sam Taylor-Wood che ricostruisce i mesi precedenti la partenza per Amburgo. Di tutti i grandi del rock, John Lennon è quello maggiormente a rischio di “santificazione”. Per sfuggire a questi rischi può essere utile tenere sott’occhio le parole disincantate del necrologio che ne scrisse Lester Bangs: “non riesco a piangere John Lennon. Non lo conoscevo come uomo. Ma so che, in fin dei conti, non era altro che questo: un uomo. Il fatto che i suoi fan non gli abbiano mai permesso di esserlo, alla fine è stato quasi letale quanto il suo assassino” (l’articolo, originariamente pubblicato sul “Los Angeles Times”, ora si trova nell’antologia Guida ragionevole al frastuono più atroce, Minimum fax, pp. 409-411). Il film di Taylor-Wood, non sfugge all’agiografia e fa di Lennon un personaggio capace di conciliare ecumenicamente quello che, in apparenza, sembrerebbe non conciliabile: ribellione e desiderio di fuga da una parte, amore per la casa e per la famiglia dall’altra. In Nowhere boy il rock’n’roll è un modo per gridare la propria rabbia e, per dirla con il Jack Black di The school of rock, un modo per opporsi al “Potente” (“The Man”) – vedi, ad esempio, le risposte di Lennon al preside. Ma, come spiega il piccolo e saggio McCartney di questo film, essere un “tipo da rock’n’roll” non significa essere “uno che fracassa le cose e si comporta da idiota”. Così, il Lennon di Nowhere boy viene dipinto come un bravo ragazzo che ama la famiglia: il suo rock sembra nascere proprio come grido disperato per le incomprensioni e le rotture all’interno della sua famiglia (il dolore per la separazione tra la madre e la zia, che lo stesso Lennon si impegna poi a rappacificare) e come ricerca di una compensazione alla mancanza di affetti stabili e sicuri. Il Lennon di Nowhere boy riesce a sanare i silenzi e i rancori sedimentati nel tempo e a rendere indolori distacchi potenzialmente laceranti (come la partenza per Amburgo). Scendendo poi più nel dettaglio, si può aggiungere che alcuni aspetti di questo film appaiono un po’ deboli. Si può, ad esempio, dire che, per ricostruire il contesto sociale, sceneggiatore e regista non hanno fatto grandissimi sforzi (l’appartenenza e le divisioni di classe nell’Inghilterra del 1955 – ci dicono i trattati di storia e di sociologia – avevano ben altra forza e significato di quello che il film ci lascia immaginare). Inoltre, il melodramma tende in alcuni passaggi a prendere un po’ la mano e le psicologie non sempre sono sviluppate in modo convincente: a volte sembrano procedere un po’ “a blocchi” (un attimo la zia è arcigna e insensibile alle esigenze espressive di John e subito dopo accetta di buon grado il suo proposito di formare una band e di diventare come Elvis…). Ma, nonostante l’evidente intento agiografico, Nowhere boy resta comunque un film godibile, con diverse scene accattivanti e ben ritmate, con interpreti molto bravi (un plauso al protagonista) e, ça va sans dire, con una colonna sonora piacevolissima. A questo proposito, è da notare l’accordo iniziale di A hard day’s night che apre il film. Accordo che sembra dire allo spettatore: “fai attenzione, i germi delle future creazioni dei Beatles stanno in quello che stai per vedere, nei conflitti e nei dolori che il giovane Lennon visse in questo periodo”. Titolo originale: Nowhere boy Nazione: Gran Bretagna Anno: 2009 Genere: Biografico Durata: 98’ Regia: Sam Taylor-Wood Cast: Aaron Johnson, Kristin Scott-Thomas, David Threlfall, Anne-Marie Duff, Ophelia Lovibond, Thomas Brodie Sangster Produzione: Ecosse Films Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 3 dicembre 2010 (cinema) Sito ufficiale: http://www.nowhereboy.co.uk/
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





