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"ORLANDO FURIOSO OVVERO LA FINE DEL MONDO" di Antonino VarvaràDel narrare e dell’ascoltaredi Marianna Sassano Angelica è in mezzo a un mucchio di stracci. Nessun Orlando la viene a salvare dalla montagna di panni della lavanderia clandestina in cui, sfruttata, si trova costretta. Eppure è stata lei, proprio lei, a scegliere di scappare dal poema e di entrare nella realtà: l’unico modo perché la poesia –paradossalmente- possa essere perpetuata è quello di estraniarsene, per “farsi carne” (in un senso quasi evangelico di testimonianza) e portarne il messaggio in mezzo agli uomini.
L’“Orlando Furioso”, ultimo lavoro di Antonino Varvarà, regista e mente dell’associazione culturale “Questa Nave” di Marghera, è liberamente ispirato al poema di Ludovico Ariosto; e anche ispirato alla libertà, aggiungiamo noi: a quella libertà che si ritrova nell’animo della persona, seppur ridotta alla schiavitù dei tempi moderni. La storia si svolge infatti nella Cina più becera, quella del lavoro nero, ma Angelica, in realtà, è una donna libera: libera nel cuore, perché sa raccontare, e nella mente, perché sa ascoltare. “La fine del mondo” è, in realtà, la fine di un mondo: è la fine di un mondo cavalleresco e sognatore, è la fine della pazzia di Orlando, è la fine della bellezza. Sì, perché Angelica, grande protagonista della scena interpretata da Francesca D’Este, scegliendo di uscire dal poema, sceglie anche di lasciarsi alle spalle la giovinezza, il desiderio, il suo passato di “più bella del Catai”: e adesso ha le rughe, è invecchiata. Angelica è incredibilmente reale e vera, anche se parla ancora in rima, e in quanto finalmente donna mortale vuole ora cercare un rapporto con gli altri uomini: e l’unico rapporto che una stireria clandestina e un boss malavitoso (interpretato da Giulio Nerici) permettono di instaurare è quello tra le operaie. È un rapporto prima difficile, poi sempre più complice: Angelica contagia con la sua poesia una dura e scostante compagna di lavoro (Silvia Piovan) che, nella sua infelicità, trova finalmente un motivo di gioia nell’ascoltare storie di amori difficili. È infatti la narrazione, insieme all’ascolto, uno dei temi principali di questo spettacolo: Angelica perpetua il rito eterno del racconto, dando alla parola narrata la capacità di tenere in vita la vita. Insieme ad Orlando (Giuliano Bonanni) canta questa storia perché chi la riceve possa cantarla ancora, in una sorta di passaggio del testimone della memoria: “Prendi questa storia, raccontala a chi crede che solo nella morte v’è mistero, e digli del mistero della vita”. E in effetti, la storia di Orlando acquista senso solo nel momento in cui viene ascoltata, ponendo l’atto dell’ascolto in una dimensione privilegiata. Perché è proprio in un contesto di disumanità e freddezza che l’ascoltare riporta gli uomini a creare un legame tra di loro: li riporta ad un sentimento anch’esso perduto, e cioè la compassione. Uno spettacolo intenso e ben riuscito, in cui la regia di Varvarà ha saputo ben integrare la recitazione sul palcoscenico con la proiezione di video (a cura di Stefano Bisulli e David Casagrande Napolin) dal gusto a tratti onirico a tratti realista; una piéce che è stata scelta da Maurizio Scaparro come unico appuntamento della terraferma nel programma per il Carnevale del Teatro “Il Drago e il Leone”. "ORLANDO FURIOSO OVVERO LA FINE DEL MONDO", Teatro Aurora di Marghera (VE), 20-21 gennaio 2007. Una produzione QUESTA NAVE, ACADEMIA DE GLI SVENTATI PRODUZIONI ARTISTICHE, COMUNE DI VENEZIA - ASSESSORATO ALLA PRODUZIONE CULTURALE con il sostegno de LA BIENNALE DI VENEZIA in collaborazione con CSS UDINE TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE Ideazione e Regia: ANTONINO VARVARA’; con GIULIANO BONANNI, FRANCESCA D’ESTE, GIULIO NERICI, SILVIA PIOVAN; scene e costumi: CHIARA MARIO; collaborazione tecnica: LUCA QUAIA; luci: ALBERTO BEVILACQUA; tecnico luci: ROBERTO BARCARO; video: STEFANO BISULLI; videoproiezioni a cura di: DAVID CASAGRANDE NAPOLIN; assistenza alla regia: DINO POLITO; responsabile organizzazione: EMANUELA CANANZI; responsabili promozione: ALICE D’ESTE, SABRINA BASSO. info: www.questanave.com, info@questanave.com
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