“Omaggio a Wolfgang Rihm” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Grande ritorno di Wolfgang Rihm alla Biennale di Venezia: quest’anno riceve il Leone d’oro alla carriera e viene celebrato con un concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta dal maestro Pascal Rophé. Il programma, ovviamente, è tutto dedicato a lui.

Il concerto, trasmesso in diretta su Radio 3 dal Teatro Malibran di Venezia, è un omaggio alle opere salienti del compositore tedesco; coprono un arco di tempo molto vasto e sono prova della grande varietà e sperimentazione insite nel suo percorso artistico. La serata si apre con Schwebende Begegnung, composizione per orchestra del 1989. Il brano è dedicato a Luigi Nono, che influenzò in maniera determinante l’attività di Rihm; infatti il titolo, Incontro Sospeso, richiama due opere del maestro veneziano, Incontri e Il canto sospeso. L’eccellente esecuzione dell’Orchestra ha permesso la riuscita di un pezzo non semplice, dominato dal senso di inquietudine, dai giochi delle percussioni, dai contrasti di timbro.

E’ stata proposta poi, per la prima volta in Italia, l’opera Diptychon: un pezzo intenso e complesso, che riscosse un enorme successo fin dalla prima esecuzione, nel 2007. Il brano, per soprano e orchestra, è arricchito da alcuni testi di Hölderlin, che Priscille Laplace ha cantato con forte espressività. Le parole si alternano a bruschi momenti di silenzio, senza rompere mai l’equilibrio e la stabilità che caratterizzano la partitura.
L’omaggio si è concluso con Schwarzer und roter Tanz, frammento da Tutuguri – Poéme dansé. Si tratta di una danza bellissima e dirompente, contraddistinta da improvvisi cambi dinamici e da una grande ritmica. Anche qui l’Orchestra ha saputo rendere la teatralità e la forza quasi violenta del pezzo, utilizzando ogni strumento in modo percussivo.
Nel programma si è inserito anche il compositore francese Bruno Mantovani; il suo Finale per orchestra, presentato in prima esecuzione italiana, è un brano rapsodico, costituito da forti dissonanze, trasformazioni improvvise e contrasti dinamici.

Lo spettacolo è stato intervallato dalla cerimonia di premiazione. Il Leone d’argento è stato assegnato alle giovani promesse Vittorio Montalti e Francesca Verunelli, caldamente applauditi anche da Rihm. Il direttore Luca Francesconi ha proceduto poi all’assegnazione del Leone d’oro, spiegando le motivazioni della sua scelta: Rihm ha rivoluzionato il rapporto tra l’opera musicale e l’ascoltatore, introducendo nelle sue composizioni un’energia vitale che si manifesta al pubblico, una forza che crea momenti di connessione e di confronto.

Nel ricevere la statuetta, il compositore ha ricordato i suoi predecessori, i grandi maestri che prima di lui sono stati premiati dalla Biennale. E ha espresso un proposito per il futuro: continuare la sua strada in modo tranquillo e, come sempre, imprevedibile.