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"Ong bak 2 - La nascita del dragone" di Tony Jaa e Panna RittikraiTra coccodrilli ed elefantidi Nicola Cupperi Siamo nella Thailandia del 1500, in piena era Ayutthaya. Un rivoluzione militare porta alla cruenta morte di un Lord Comandante e della moglie di lui. Fortunosamente il figlio adolescente Tien riesce a salvarsi, solo per essere catturato da una banda di spietati mercanti di schiavi; questi per punire l’insubordinazione del ragazzo decidono di usarlo per soddisfare le loro macabre voglie di divertimento: lo gettano in una vasca in compagnia di un coccodrillo per godersi una lotta all’ultimo sangue.
Tien viene provvidenzialmente salvato da una banda di banditi capitanata da Chernang, che prende sotto la sua ala protettiva il giovane con l’intenzione di erudirlo nell’uso delle arti marziali. Tien cresce sano e forte, fino a diventare il successore del suo salvatore a capo della banda dei banditi della Scogliera dell’Ala di Garuda. Prima di prendere in mano le redini del gruppo, però, Chernang concede al suo delfino di regolare finalmente i conti con gli uccisori dei suoi genitori. Comincia così una lunga lotta impari alla ricerca della tanto attesa vendetta. Sgombrando il campo da eventuali rimanenti dubbi avvertiamo: Ong Bak 2 non è nemmeno lontanamente il seguito di Ong Bak – Nato per Combattere. Oltre al nome, i due film condividono l’attore protagonista, il genere , la caratura intellettuale e non molto altro. Evidentemente i tre produttori, i compagni di merende muay thai Tony Jaa, Panna Rittikrai e Prachya Pinkaew, hanno improvvidamente preso la decisione di sfruttare all’osso il brand che tanto successo internazionale aveva riscontrato in occasione del “primo” episodio. Niente di male, dal momento che tutti quelli che verranno buggerati nella convinzione di aver comprato il biglietto per il sequel di Ong Bak si troveranno di fronte un prodotto dall’andamento e del valore artistico sostanzialmente parallelo e sovrapponibile. Lo diciamo da qualche anno ormai: il cinema thailandese da un lustro o poco più ha trovato il modo di raggiungere un livello di qualità produttiva invidiabile che ha portato a un miglioramento esponenziale dei prodotti destinati a un grande pubblico. Miglioramento che si è poi tradotto in una sempre più spiccata possibilità di esportazione. Uno dei momenti fondamentali nella costruzione di questo know how, e si perdoni l’orribile ma funzionale anglismo, sembra proprio essere stata la realizzazione del primo Ong Bak. A questo film ha lavorato il gruppo di stunt men agli ordini di Panna Rittikrai, personaggio da tempo coinvolto nel cinema d’arti marziali thailandese ma sempre relegato a ruoli tecnici di minore importanza in produzioni di infimo valore. Tra questi spiccava il talento dell’allora ventisettenne Tony Jaa (pseudonimo di Pa-nom Yeerum). L’esperienza di Rittikrai, il talento atletico di Tony Jaa e il mestiere del regista Prachya Pinkaew hanno permesso a quella produzione di fare un grosso passo in avanti. Da quel momento in poi le sirene della vendita estera delle pellicole hanno fatto alzare gli standard qualitativi, portando agli anni di crescita cui stiamo assistendo. In questo Ong Bak 2 il divo Tony Jaa decide di fare un ulteriore passo in avanti portandosi, si scuserà il gioco di parole, dietro la macchina da presa. Questa decisione ha causato qualche scompiglio nella produzione che pazientemente ha dovuto sopportare le continue fughe da stress del deus ex machina di questo film. Jaa, soverchiato dal difficile duplice compito, a quanto pare più volte ha abbandonato il set per fuggire nella jungla dei luoghi natii in cerca della pace perduta. Il risultato è un film poco omogeneo, a tratti discontinuo a causa del comunque lodevole tentativo di creare un impianto narrativo poco lineare, a svelamento progressivo. Il risultato è un po’ troppo confusionario per definirsi riuscito, e ancora una volta il film va goduto più per le coreografie muay thai che per l’intenso impianto drammaturgico. Tony Jaa, che ha da poco superato i trenta, è stato più volte paragonato a Bruce Lee. Meno attraente e con ancora meno doti recitative del già poco scespiriano Lee, Jaa dimostra ancora una volta di essere una specie di extraterrestre prestato alle arti marziali, capace di evolvere in combattimenti che coinvolgono l’uso diverse discipline e anche di essere protagonista di paurosi stunt che ricordano da vicino quelli di Jackie Chan. Fra i prossimi lavori dell’attore e, ormai, anche regista c’è un terzo episodio (?) della serie degli Ong Bak. Dopo aver combattuto, in questo film, con coccodrilli ed elefanti decisamente non si sa più cosa aspettarsi. Titolo originale: Ong bak 2 Nazione: Tailandia Anno: 2008 Genere: Azione Durata: 95’ Regia: Tony Jaa, Panna Rittikrai Sito ufficiale: www.ongbaktwo.com Sito italiano: www.ongbak2.it Cast: Tony Jaa, Sorapong Chatree, Sarunyu Wongkrachang, Nirut Sirichanya, Dan Chupong, Santisuk Promsiri, Primorata Dejudom, Natdanai Kongthong, Patthama Panthong, Petchtai Wongkamlao Produzione: Iyara Films Distribuzione: One movie Data di uscita: 08 Gennaio 2010 (cinema)
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