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Orizzonti. Tante storie dalla Storia. Venezia 67.Inside Orizzonti: Parte IIdi Livio Meo Un posto fra le novità più accattivanti dell’edizione 2010 della Mostra del Cinema di Venezia spetta di diritto alla rinnovata sezione Orizzonti, la cui riqualificazione è stata presentata dal Presidente della Biennale Paolo Baratta come un “passo decisivo di allargamento degli ‘orizzonti’ del festival verso le più diverse idee, modalità e tecnologie delle quali si potrà avvalere nei prossimi anni l’arte delle immagini”.
La sezione Orizzonti della 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica propone una ricca panoramica sulle nuove tendenze del cinema mondiale, privilegiando le esperienze di registi formati in diversi ambiti espressivi e prestando attenzione alle novità linguistiche ed estetiche dell’arte cinematografica.
Molti autori che presenteranno i loro film nella sezione Orizzonti hanno indirizzato la propria ricerca prendendo spunto da una riflessione sulla Storia, coniugando l’interesse per la sperimentazione delle più innovative forme artistiche ad una profonda rielaborazione del passato. Attraverso il linguaggio cinematografico gli autori riescono a rievocare avventure di personaggi dimenticati, tragedie messe a tacere e situazioni attuali ignorate da altre forme di comunicazione. Avvalendosi della potenza delle immagini, i registi raccontano il passato per comprendere e vivere il presente, affinché la Storia non sia relegata a mero strumento commemorativo e diventi invece il punto di partenza per affrontare le insidie della contemporaneità. La ricostruzione del passato mediante un’analisi critica dell’oggi caratterizza Sheoeyin Kenna (When We Where Communist), documentario del libanese Maher Abi Samra che ripercorre il ritorno a Beirut del cineasta e rievoca i trascorsi da ex-militante del Partito Comunista dell’autore. Il confronto con i vecchi compagni riabbracciati in Libano spinge Samra ad interrogarsi sullo stato di frammentazione ed instabilità odierni del Paese. In El Pozo di Guillermo Arriaga, autore già ospitato a Venezia con The Burning plain del 2008, un episodio diventa lo spunto per raccontare l’orrore della rivoluzione messicana del 1910 da una prospettiva inedita. Arriaga sceglie di ricordare una delle più cruente tragedie della storia messicana prendendo spunto da un episodio “dimenticato”, di quelli che la Storia accantona, ma che resta impresso nella memoria del popolo che l’ha vissuto sulla propria pelle. Cimentandosi con originalità nell’approccio alla realtà storica contemporanea, i fratelli coreani Kim Gok e Kim Su ritraggono il malessere sociale e politico della Corea odierna in Bangdokpi (Anti Gas Skin), opera di finzione in cui un serial killer che veste una maschera antigas semina il terrore e viene inseguito da quattro personaggi molto particolari: una ragazza-lupo, un supereroe fallito, un folle marine americano e il candidato favorito per la poltrona del sindaco di Seoul. Sotto l’apparenza di un’opera surreale e grottesca, il film dei fratelli Kim nasconde un pungente affresco della situazione attuale della Corea e riesce a cogliere le contraddizioni interne al Paese e alla classe politica. Altrettanto interessante è il corto di Georgios Zois, Casus Belli, che ritrae il crash economico greco attraverso un raffinato esercizio formale intriso di simbolismo: un carrello della spesa colmo di ogni primizia viene lanciato contro tutte le nostre vecchie abitudini. Come testimoniano alcuni autori ospiti della prossima edizione, un film può essere anche uno strumento per raccontare una vita, un’esperienza personale, eventuale punto di partenza per un’analisi più generale e non vincolata soltanto alla storia narrata. Caracremada, lungometraggio d’esordio del catalano Lluis Galter, narra le vicende dell’organizzazione anarchica Cnt che, dopo la presa di potere di Franco in Spagna, organizzò azioni di sabotaggio contro il regime. Quando la Cnt, a seguito del fallimento di queste azioni, decide di rinunciare alle attività sul territorio spagnolo, uno dei suoi più valorosi militanti, Ramon Vila, alias Caracremada, continua da solo la resistenza contro il regime franchista. Il regista Galter ricostruisce la storia di Caracremada avvicinandosi con naturalezza al personaggio e imprimendo uno stile personale alla rivisitazione storica. Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri firmano un’altra opera incentrata sulle vicende inerenti ad uno specifico personaggio, Padre Alberto Maria De Agostini, missionario e cineasta che dedicò la propria vita al sacrificio e all’altruismo nella Terra del Fuoco. Per questi stretti morire - Cartografia di una passione ricostruzione poetica e documentario si mescolano nel ricordo del padre missionario e dei luoghi da lui esplorati. Il racconto biografico si fonde con la Storia e l’opera cinematografica diventa il punto d’incontro ideale per un approfondimento non limitato alla sola curiosità culturale, ma orientato verso un approccio più intimo, basato sulle suggestioni suscitate dai racconti e dalle immagini dei protagonisti. Oltre alle possibilità di indagare sulle avventure vissute da un personaggio e di ricostruire un avvenimento o una fase storica, un’opera cinematografica consente anche di ripercorre la storia di un luogo. Zelal, documentario egiziano di Marianne Khoury e Mustapha Hasnaoui, descrive con doloroso rigore la realtà sconosciuta e sconvolgente di un manicomio de Il Cairo. I due autori danno voce alle pareti scrostate, al degrado e alla straziante quotidianità dei pazzi ospitati nel manicomio. Fuori concorso verrà presentato Un anno dopo, prima tappa dell’opera collettiva supervisionata da Gianfranco Rosi e Stephen Natanson e denominata Memory Hunters (Cacciatori di memoria). Il progetto si propone di seguire negli anni la ricostruzione della città de L’Aquila dopo il terremoto avvenuto nel 2009. I giovani cineasti catturano negli sguardi e nelle parole degli abitanti la memoria di quella quotidianità spezzata dalla tragedia. Una città, un edificio, una stanza possono diventare oggetto di riflessione, riportare alla memoria eventi passati e aiutare lo spettatore ad immergersi nel presente senza ignorare i fatti che hanno portato alla situazione attuale. Pensare al luogo come ad un soggetto e non solamente come ad uno sfondo è un carattere che emerge con prepotenza dai film Zelal e Un anno dopo, nei quali lo spazio diviene spunto di studio e meditazione. La riflessione sul valore della memoria come strumento per destreggiarsi nel presente riaffiora nelle sue molteplici sfaccettature in diverse opere selezionate nella sezione Orizzonti, che garantisce uno standard qualitativo di pregio e indirizza efficacemente l’attenzione del pubblico verso una presa di coscienza del ruolo fondamentale del Passato nella costruzione del Futuro.
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