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"Orphan" di Jaume Collet-SerraAdozione sospettadi Letizia Geron Frammenti di un presagio. Lampade abbaglianti e deformate illuminano la sala parto dove Kate (Vera Farmiga) sta per dare alla luce la figlia. Qualcosa non va, visto che dall’entrata in ospedale la donna ha iniziato a perdere sangue lasciando una lunga pista rossa in un mare bianco asettico. L’atmosfera si fa sempre più inquietante e il marito John (Peter Sarsgaard) che si è cambiato per assistere al parto si sdoppia nella figura traumatica di un medico assatanato. La figlia che Kate porta in grembo è morta. Kate si sveglia improvvisamente, era solo un incubo… o forse no.
L’incipit orrorifico di Orphan accoglie lo spettatore nel mondo di Kate Coleman, madre di due figli che, dopo aver perso la terza mentre era ancora incinta, attraversa un periodo difficile, assorbita dall’alcol e dai problemi con il marito John. Superato il trauma per la perdita, la donna decide di adottare una bambina in modo da incanalare l’amore che non è riuscita a dare a sua figlia su un’altra piccola sfortunata. All’orfanotrofio Kate e John s’innamorano dal primo istante di Esther, una ragazzina sveglia, veloce nell’apprendimento e abile nel disegno. Esther non è una bambina qualunque… attorno a lei sono gravitati - e tutt’ora si verificano - eventi spiacevoli. I suoi precedenti genitori adottivi sono morti in un incidente e anche in casa dei Coleman continuano ad accadere strani incidenti. Dopo La Maschera di Cera (House of Wax) il regista spagnolo Jaume Collet-Serra ritorna a girare un horror che questa volta ha un impianto decisamente realistico e si avvicina o meglio pone le sue basi nella dimensione della suspense più che in quella del macabro. Una famiglia fragile è il terreno privilegiato per l’affermazione di un soggetto psicologicamente instabile qual è la piccola Esther. L’ambientazione è un altro grande elemento che lavora in favore di un’atmosfera cupa e instabile. Collet-Serra ricorda: “Quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta, ho pensato che fosse chiaramente un film autunnale. Una scena avviene a Halloween, cadono le foglie, e abbiamo iniziato così la preparazione. Avevamo girato anche degli esterni, e poi, una settimana prima delle riprese ha cominciato a nevicare. Credo che sia stato il peggior inverno degli ultimi 30 anni in Canada.” Il film è stato girato a Toronto e proprio il clima invernale accentua l’isolamento non solo fisico ma anche psicologico che i vari componenti della famiglia pian piano assumono nei rapporti reciproci. Se da un lato Orphan può essere apprezzato per la cura formale e la solidità stilistica, altrettanto non vale per la mancanza di originalità che dà vita a una storia dotata di tutti gli elementi di genere (in eccesso), perendo così forza in personalità a favore di un controllo omogeneo e mal espresso. In particolare la figura al limite del ridicolo è quella del marito, che fino alla fine stenta a credere alle parole della moglie riguardo alla pazzia della piccola Esther. Se Kate nella coppia è sempre stata l’unica in grado di “unire i puntini”, come lei stessa afferma, così lo spettatore già a metà film ha completato l’enigma unendo i tasselli e perdendo al contempo la gioia della suspense mal offerta. Titolo originale: Orphan Nazione: U.S.A., Canada Anno: 2009 Genere: Drammatico, Thriller, Horror Durata: 120’ Regia: Jaume Collet-Serra Sito ufficiale: www.orphan-movie.warnerbros.com Cast: Vera Farmiga, Peter Sarsgaard, Isabelle Fuhrman, CCH Pounder, Jimmy Bennett, Aryana Engineer, Lorry Ayers, Matthew Raudsepp Produzione: Warner Bros. Pictures, Appian Way, DCP Orphan Productions, Don Carmody Productions Distribuzione: Warner Bros. Data di uscita: 16 Ottobre 2009 (cinema)
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