VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"Oxygen" di Ismael IvoOSSIGENO DI ISMAEL IVO ALL’ARSENALEdi Farida Monduzzi - Giacomo Botteri Il mito di Jatayu, il semidio dell’epica indù Raimayana che nello sforzo di volare più in alto, si ritrova privato delle ali per il resto della sua vita, fa da prologo, immaginifico e avvincente, alla creazione di Ismael Ivo, Oxygen con cui si apre, al Teatro alle Tese dell’Arsenale, la settima edizione della Biennale danza di Venezia. L’estroso danzatore e coreografo dirige anche quest’anno la manifestazione, appuntamento molto atteso da un pubblico di fedeli e devoti spettatori che porta in breve tempo al tutto esaurito dei biglietti disponibili.
Il prologo interpretato dalla brava e giovanissima Hema Sundari Vellaluru, viene esaltato dalla location: la danzatrice si muove su di un palco nero e spoglio alto su cinque gradini ,che si erge contro le torri alte dell’Arsenale dal bacino dai riflessi azzurri, mentre un cielo inondato dagli ultimi raggi fa da mitico sfondo. Ad lato un trio accompagna la danza con brani dalla Passione secondo San Matteo di Bach, in una sineresi di sensazioni e suggestioni degne anticipatrici di quanto, all’interno del teatro delle Tese, farà rivivere la coreografia di “Oxygen” opera presentata in prima mondiale assoluta nell’ambito di questa Biennale. Respiro, vento, trasparenza, ritmo e dinamica dei corpi; l’aria modulata in tutte le sue varianti fa da ispiratrice e leitmotiv dell’intera coreografia dai movimenti vorticosi e frenetici, ricca di invenzioni, di poche e sapienti pause, nonché di continue sfide alla tecnica alla resistenza alla leggerezza dell’intero corpo di ballo, capace di darsi al massimo con grazia e levità senza lasciare trasparire all’esterno lo sforzo prolungato richiesto per riuscire a rendere visibile ciò che non si vede. L’intento, dichiarato del coreografo, era quello di fare della sua opera un laboratorio di emozioni umane, di immaginazione sociale nell’ambizioso intento di dare un carattere di globalità all’aura sacrale emanante dal volteggiare di quei corpi, domati a tratti in un letargo prenatale, ma sempre capaci di riemergere con un balzo, pronti a nuove sfide,eterni Icari o Jatayu, novelli prometei . Per rendere ancora più significativo il successo che al termine il pubblico ha tributato ad autore , musicisti,danzatori e cantante, non va ignorato il coinvolgimento dei venti danzatori dell’Arsenale della Danza, laboratorio voluto anni fa dallo stesso Ivo, scelti dopo dure prove di selezioni e presentati per la prima volta ad un pubblico internazionale. La loro esecuzione sciolta e tecnicamente perfetta, è stata la dimostrazione più evidente di come l’intento di valorizzare giovani talenti sia pienamente riuscito. Oxygen (2010) [prima assoluta] ideazione e coreografia Ismael Ivo - musiche Arvo Pärt e John Adams, eseguite dal vivo dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Maffeo Scarpis scene e costumi Marcel Kaskeline con Jessica Bova, Ivelice Brown, Antonino Casile, Ariella Maria Casu, Francesco Colaleo, Laura De Nicolao, Sandra Français, Valeria Galluccio, Jan Jamrich, Roberto Lazzari, Isabella Legato, Chiara Montalbani, Gioia Maria Morisco, Andrea Orlandi, Amandine Petit, Stella Picariello, Claudio Pisa, Stefano Roveda, Teresa Santos, Hema Sundari Vellaluru, Marta Lastowska, Pavel Zhukov produzione La Biennale di Venezia - Settore Danza
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





