“PER QUESTI STRETTI MORIRE” di Isabella Sandri e Giuseppe Gaudino

L'uomo e i suoi luoghi

Venezia 67. Orizzonti
Isabella Sandri e Giuseppe Gaudino ricostruiscono la vita di Alberto Maria De Agostini, padre missionario partito da un paesino del Piemonte per raggiungere gli inesplorati territori della Terra del Fuoco e della Patagonia.

Alberto Maria De Agostini è un missionario, un esploratore della realtà e un amante del cinema e della fotografia come strumenti per catturare le emozioni suscitate da un paesaggio o da uno sguardo. Spinto dalla curiosità di avventurarsi negli sconosciuti territori della Terra del Fuoco e della Patagonia, parte come missionario nel 1910, a soli 26 anni.
Non ci sono diari, taccuini o note a ricordare padre De Agostini, soltanto qualche lettera e le immagini realizzate dallo stesso religioso durante quegli anni passati in Sud America. Partendo dal materiale recuperato in tre anni di lavoro, i registi hanno intessuto la trama di un documentario poetico e toccante, capace di far rievocare le passioni di un personaggio e di un artista sconosciuto in Italia.

Fratello del fondatore della celebre casa editrice De Agostini, padre Alberto ha sempre coltivato l’interesse per le mappe e per l’esplorazione. Giunto nella Terra del Fuoco con l’intenzione di documentare e fotografare una zona ancora non conosciuta, assiste però alla crudele cancellazione della popolazione indigena ad opera dell’uomo bianco invasore. All’improvviso padre De Agostini si ritrova in un territorio in cui l’avidità dei bianchi sta portando all’eliminazione di una presenza umana che ha vissuto per migliaia di anni in simbiosi con le montagne, gli animali e i fiumi di quei luoghi. Impotente al cospetto dell’irreprensibile malvagità dell’uomo, ritrae e celebra gli indigeni, instaurando un rapporto speciale e filmando i loro volti e le loro usanze.
Padre De Agostini è un cacciatore di immagini e di realtà: con meticolosa attesa cerca di cogliere il senso più intimo di ogni soggetto e attraverso le inquadrature che ci ha lasciato possiamo ricostruire la sensibilità e la passione dell’uomo celato dietro la macchina fotografica.

Presentato nella sezione Orizzonti|Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia 2010|Mostra del Cinema di Venezia 2010, Per questi stretti morire è una “biografia arbitraria” costruita a partire dal materiale che i registi Sandri e Guadino hanno realizzato nei luoghi prima esplorati dall’ecclesiastico. Le riprese dei due autori si affiancano alle sequenze originali tratte dal bellissimo film dello stesso padre De Agostini, Terre Magellaniche, generando così un pittoresca continuità nella ricostruzione biografica che si fonda obbligatoriamente sui luoghi raffigurati e amati dal protagonista.
I registi inglobano la suggestiva potenza delle immagini della Terra del Fuoco in un contesto di finzione, senza però comportare una svalutazione del valore artistico e narrativo delle sequenze. Due ragazzi si affannano in un caotico magazzino alla ricerca di qualcosa che possa testimoniare la storia vissuta da padre De Agostini; durante la faticosa impresa i giovani ricercatori si imbattono in inaspettati ritrovamenti e ricostruzioni personali, che alimentano la curiosità attorno alla figura dell’ecclesiastico.
Mentre un clima quasi surreale accompagna lo scorrere delle immagini dei territori rivisitati dai registi, la soluzione intermedia fra rigoroso documentario e film di finzione conferisce all’opera un aspetto accattivante e poetico, adatto a rendere ancor più immediato l’interesse e il coinvolgimento dello spettatore.

PER QUESTI STRETTI MORIRE (Cartografia di una passione)
Titolo originale: Per questi stretti morire (Cartografia di una passione)
Nazione: Italia
Anno: 2010
Genere: Documentario
Durata: 90

Regia: Isabella Sandri, Giuseppe M. Gaudino
Cast: Federico Tolardo, Emanuele Buganza
Data di uscita: Venezia 2010

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Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Giornalisti del Veneto dal 2010. Vincitore del concorso di critica cinematografica "Premio Alberto Farassino" nel 2008 e selezionato fra gli autori pubblicati nel volume "53 esordi critici" (ed. Lampi di stampa, 2009), collabora con la rivista online NonSoloCinema dall'autunno del 2007. Appassionato di cinema classico, ha concentrato l'attività di collaborazione per la Sezione Cinema partecipando come inviato a numerosi festival cinematografici. Dal 2009 è Presidente dell'associazione culturale Cineforum Labirinto, aderente al CINIT - Cineforum Italiano, che organizza proiezioni, corsi e incontri cinematografici nella città di Treviso.