VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Settimana della Critica "PINUCCIO LOVERO. SOGNO DI UNA MORTE DI MEZZA ESTATE" di Pippo MezzapesaBecchino per passionedi Livio Meo Pinuccio ha sempre coltivato un sogno: lavorare nel cimitero della sua città, Bitonto. A causa della mancanza di posti nel settore, il protagonista si è accontentato per anni di aiutare i responsabili del camposanto del paese finché non si è presentata l’occasione tanto attesa. Diventato custode del cimitero di Mariotto, piccola frazione di Bitonto, Pinuccio si dedica con passione alla sua nuova occupazione ma un avvenimento curioso non permette al giovane di realizzare fino in fondo il proprio sogno: da quando Pinuccio è stato assunto non è più morto nessuno.
Nel mezzo di una luminosa e bollente estate, Pinuccio Lovero aspetta fiducioso il primo funerale per inaugurare la sua carriera di custode cimiteriale ma, proprio dal giorno dell’assunzione, nessun abitante di Mariotto è ancora deceduto. Nonostante il Fato non voglia concedere a Pinuccio un cadavere da sotterrare, egli non si perde d’animo e si adopera per rendere più confortevole possibile il camposanto: pulisce le lapidi, provvede al funzionamento dei lumini e cura minuziosamente il giardino fiorito tra i loculi. Dopo cinque mesi, persistendo la penuria di decessi, Pinuccio è diventato il beniamino dei vecchietti di Mariotto e viene considerato un portafortuna capace di allungare la vita. Mentre gli anziani fanno la coda per offrirgli un caffè o per poterlo semplicemente toccare, i titolari di pompe funebri e i fiorai lo detestano perché, non essendoci più morti e funerali, le loro attività stanno andando in crisi. Durante le ore d’attesa passate indossando con fierezza l’uniforme da becchino, Pinuccio torna a sognare il cimitero di Bitonto, sua ideale collocazione lavorativa e definita una “metropoli di defunti” per il numero di decessi che si verificano giornalmente. Poiché Pinuccio è inizialmente presentato attraverso una specie di brevi interviste rilasciate dai suoi concittadini, il film assume un’impronta documentaristica che sembra trattare l’argomento quasi con freddezza. Tuttavia questa sensazione svanisce con il passare dei minuti grazie al calore dei conoscenti intervistati e si trasforma in una partecipazione spigliata e divertita. Il vivace accompagnamento musicale è una componente essenziale dell’opera, indispensabile per delineare il lato di “musicista tuttofare” di Pinuccio e per accentuare il travolgente umorismo “nero”, esaltato dal dialetto pugliese che conferisce un’esuberanza comica alle vicende. La storia del personaggio pugliese è raccontata come se il protagonista confessasse le sue avventure e delusioni allo spettatore: la macchina da presa collega direttamente il pubblico con le riflessioni di Pinuccio, che spesso sembra quasi cercare lo sguardo della gente seduta sulle poltrone fissando l’obiettivo. La conoscenza di tutti i particolari della vita del personaggio, dagli innamoramenti ai suoi ricordi più lontani nel tempo non omettendo seri momenti introspettivi, forgia un forte rapporto di complicità. La creazione di una sorta di familiarità non riguarda soltanto Pinuccio ma tutti gli abitanti di Bitonto e di Mariotto; il pubblico viene così coinvolto nella singolare atmosfera che si respira in certi paesi del Sud, caratterizzata da superstizioni, feste religiose e tanta semplicità. Titolo originale: Pinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate Regia: Pippo Mezzapesa Sceneggiatura: Pippo Mezzapesa, Antonella Gaeta Interpreti: Pinuccio Lovero Paese: Italia Anno: 2008 Durata: 62 min. Montaggio: Andrea Maguolo Musica: Cesare Dell’Anna, Umberto Smerilli Scenografia: Miky De Palo Fotografia: Michele D’Attanasio Produzione: Gregorio Pavonessa, Paky Fanelli e Pippo Mezzapesa Distribuzione: Vivo Film
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





