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"PLASKAPLASKABOMBELIBOM" DEI LE MAN AVEC LES LUNETTESBresciani da esportazionedi Fabrizio Montini Non il disco che si prostra a modelli anglosassoni e li importa senza personalità nel vecchio stivale latino. Nemmeno musica italiana chiusa a riccio nella locale tradizione folk, o in un cantautorato-epigono non ancora liberatosi dagli stilemi di un illustre e recente passato. Piuttosto: un’originale declinazione di pop anglofono, sviluppata con onestà e consapevolezza.
Poco più di un anno fa erano stati i concittadini Annie Hall a deliziare con il loro bellissimo esordio Cloud Cuckoo Land. Avevano creato per la loro musica una definizione curiosa come “rural-pop”: una parola inglese, che pronunciata in un’intervista con accento bresciano dava la sensazione di un’incoraggiante e genuina contaminazione. Ora è il turno dei Le Man Avec Les Lunettes, che pubblicano la loro opera prima, arrivata dopo una serie di singoli e una raccolta che li avevano fatti conoscere e apprezzare agli appassionati già da qualche tempo. Caratterizzato da dosi generose di apparente semplicità e leggerezza intelligente, il loro stile abborda le lande scandinave twee senza trascurare l’obbligata tappa brit-pop a Liverpool (evidente già da subito, nella beatlesiana canzone che apre il disco), e in qualche caso (Apples per esempio) mostrando somiglianze con la musica d’oltreoceano dei Grandaddy. Tutto ciò abbinato a una capacità di descrivere la meraviglia insita in scene quotidiane con poche, ma efficacissime, immagini (stupendi, fra gli altri, i versi di Se På Stjärnorna e Supermarket for Superman). Plaskaplaskabombelibom è una parola onomatopeica, come spiegano loro stessi in una bella intervista al sito Rockit: “Stavo parlando in chat con un’amica norvegese che mi descriveva il suono della pioggia. A Bergen stava piovendo, mi ha scritto che faceva ‘più o meno cosi’. Usavo quella parola come nickname su msn e Fabio [uno dei membri dei LMALL ndr], vedendola, l’ha proposta come titolo del disco”. Rispetto ai lavori precedenti, la formazione si è allargata da due a sei componenti, e inoltre diversi ospiti dell’indie italiano - Marco Franzoni, Alessandro Scagliarini dei My Awesome Mixtape, oltre a Francesca Amati dei Comaneci e Ilaria d’Angelis degli A Toys Orchestra che offrono le loro dolcissime voci - arricchiscono con le loro collaborazioni alcuni brani. Nel complesso, il carattere è più estroverso rispetto alle composizioni passate, e il disco appare meno “pop elettronico da cameretta” e maggiormente “suonato”. Infine, va detto che le nove tracce si possono downloadare con offerta libera collegandosi al sito ufficiale; se poi piacciono, si può ordinare il CD sempre attraverso internet. Insomma, la strategia per così dire radioheadiana, che in questi anni Zero appare cosa (più che) buona e giusta. Tracce:
Info:
Un assaggio:
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