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"PRENDERGAST" ALLA FONDAZIONE GUGGENHEIMA Villa Manin dal 10 ottobredi Giacomo Botteri Il grande ciclo espositivo dell’impressionismo celebrato in maniera più o meno diretta dapprima a Rovereto con la collezione del Museo di Wintertur, poi a Padova, Ferrara Villa Manin, si conclude quest’anno a Cà Venier dei leoni con la mostra “ Prendergast in Italia” dal 10 ottobre al 3 gennaio prossimo.
A organizzarla è il Williamstone Museum of art di Williamstown nel Massachusset , museo ormai noto in Italia per i generosi prestiti concessi per le recenti mostre sull’arte americana., sia a Brescia che a Venezia. Merito di questa mostra alla Fondazione Guggenheim di Venezia è di avere fatto conoscere un pittore post impressionista noto in Italia solo agli specialisti. Nato nel 1858 a St.Johns , Maurice Brazil Prendergasta si avvicina alla pittura attraverso la cartellonistica , nella quale si esercita come prima professione. I colori sgargianti dei manifesti, la loro struttura figurativa dall’impatto dirompente lo segna nel profondo lasciando tracce fin nella sua produzione avanzata, substrato sotterraneo che riemerge spesso sulle sue tele. Cominciò a dipingere in modo accademico rendendosi conto ben presto di come gli fosse indispensabile immergersi nello spirito creativo pullulante di novità della pittura europea di cui gli erano giunte numerose eco. Si stabilì a Parigi compiendo due successivi viaggi in Italia affascinato in particolare delle atmosfere di Venezia da lui più volte rappresentata. Le oltre sessanta opere fra dipinti, acquerelli, monotipi della mostra veneziana si riferiscono infatti a quelle realizzate durante il soggiorno veneziano. I canali, le calli contorte e oscure, le atmosfere ora luminose ora sbiadite nella nebbia della città lagunare lo colpirono profondamente ispirandogli una grande varietà di temi a volte portati sulla tela con la minuzia di un diario di viaggio o di un resoconto giornalistico, a volte tradotti in tele di ampio respiro con gondole e bricole immerse in un mare oleoso alla maniera di Munch. Nel soggiorno parigino era entrato in contatto con gli impressionisti seguendo il movimento nel suo evolversi verso il postimpressionismo , riconoscendosi soprattutto nelle opere di Eduard Vuillard e Pierre Bonnard orientando il suo stile verso questo genere di pittura intimistico ed arioso ad un tempo. Come i veri talenti però Prendergast rielabora in modo personale le varie suggestioni dei movimenti postimpressionisti oltre che dei grandi maestri della pittura veneta in particolare il Carpaccio di cui era grande ammiratore, creando un suo stile sicuro e riconoscibile. Pittore che, nella leggerezza, afferra la modernità di Venezia tornata sotto l’egida di Roma che immette ossigeno al porto, languente da un secolo , e data speranza al popolo veneziano. Lo si constata nelle sue tele attraverso l’esaltazione della folla, nelle sue manifestazioni feriali, ma soprattutto festive, in cui le bandiere tricolori sabaude vestono il simbolo di un rinato benessere, anche se il gonfalone di S. Marco, sempre presente, echeggia nostalgie e rassegnazione. Colorismi dal richiamo carpacciano nei quali rigurcitano la folla, i lampioni, gli ombrelli variopinti, vesti policrome sacre e profane delle processioni, le presenze mobili delle imbarcazioni illuminate. Nelle opere successive al secondo viaggio a Venezia le pennellate si evolvono verso un maggiore rigore formale radicalmente semplificato ed espressivo alla maniera, grosso modo, di Cezanne e dei Faves, assumendo un tono surreale. Morì a New York nel 1924. INFO: www.guggenheim-venice.it
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