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"Palladio 500 anni"Palladio al Teatro Olimpico di Vicenzadi Giacomo Botteri Celebrazioni ad alto livello per i 500 anni di Palladio. Vicenza offre la sua cornice più prestigiosa, il Teatro Olimpico, mentre ad inaugurare la mostra “Palladio 500 anni” (20 settembre 2008 - 6 gennaio 2009), è stato il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano in persona, accompagnato dal Ministro per i Beni Culturali.
Altrettanto di alto livello l’esposizione nata con l’intento di raccontare con materiali spesso inediti, una vicenda umana ed artistica unica e favolosa. Studiosi di Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna Usa, hanno setacciato biblioteche e Musei di tutta Europa per raccogliere la messe di documenti offerti ora alla pubblica visione. Fra questi una serie di 78 disegni autografi del Palladio venduti nel 1614 da Vincenzo Scamorzi ad un architetto inglese, illuminanti sul modus operandi del grande artista e i suoi progetti che proprio per la loro audacia innovativa non vennero mai realizzati. Spiccano, fra questi ultimi, progetti per ville nobiliari grandiose come regge, il Ponte di Rialto e un avveniristico Palazzo Ducale che avrebbe dovuto sostituire quello antico andato distrutto in un incendio. Sono in mostra 40 dipinti fra cui ritratti eseguiti dal Veronese, Tintoretto, El Greco, ad amici o denigratori del Palladio: fra questi ultimi non deve stupire la presenza del grande Jacopo Sansovino, timoroso di perdere con la venuta di questo nuovo genio, le ricche commesse veneziane. Dello Zuccarelli e del Canaletto figurano dipinti di edifici costruiti sul suolo inglese in stile palladiano. Spirito anticipatore, mente poliedrica di urbanista, scenografo, decoratore, oltre che architetto, si scopre un Palladio audace innovatore di idee e progetti che solo secoli dopo la sua morte troveranno teorizzazione ed applicazione pratica. “L’architettura al di là del costruire” recita il logo della Mostra Internazionale di Architettura in corso a Venezia, Palladio ne potrebbe rivendicare la paternità per la sua capacità di progettare edifici di perfezione estetica non utopica, ma visti in funzione dell’ambiente in cui verranno collocati, non per stravolgerlo o per stupire, ma perché con la loro bellezza e fruibilità influissero sul volto di intere zone, rallegrandone l’insieme con il colore, la sontuosità delle forme, la resa scenografica. Palladio adotta i tre requisiti della buona architettura identificati da Vetruvio: utilitas, firmitas, venustas che l’architetto padovano traduce in “l’utile, ò commodità, la perpetuità, la bellezza”. Anche per lui come per l’Alberti i tre aspetti sono inestricabilmente legati nell’equilibrio e nella simmetria. Studi recenti (il documento in mostra del 1563) hanno chiarito che il primo a inoculare l’amore per l’arte architettonica del mondo antico e di conseguenza per l’influsso predominante di Vetruvio fu lo scultore Vincenzo Grandi. Proprio quel Grandi che lavorò in Trento nel Palazzo del Vescovo Bernardo Cles, realizzando nel contempo il proprio capolavoro con la cantoria per l’organo della chiesa di Santa Maria Maggiore. La mostra consente di scoprire lati fino ad ora in ombra del grande artista , apprezzare la straordinaria vicenda di questo umile figlio di mugnai divenuto uno dei più grandi architetti di ogni tempo. "PALLADIO 500 ANNI. La grande mostra" Vicenza, Palazzo Barbaran da Porto Dopo Vicenza, la mostra sarà allestita a Londra e negli Stati Uniti d’America Dal 20 settembre 2008 al 6 gennaio 2009 A cura di Guido Beltramini e Howard Burns con la collaborazione di Charles Hind e MaryAnne Stevens. Catalogo edito da Marsilio Orario: dalla domenica al giovedì: 9,30 – 19; venerdì, sabato e festività: 9,30 – 21. Biglietti: intero 10 euro; ridotto 8 euro. Ufficio Stampa: Studio ESSECI
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