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Paolo Conte e l’Orchestra Sinfonica di Venezia in Piazza San MarcoRapporto confidenzialedi Giacomo Sebastiano Pistolato Serata d’eccezione per il "salotto" veneziano più invidiato al mondo. Piazza San Marco ha ospitato Paolo Conte in occasione della seconda edizione del Venezia Jazz Festival organizzato da Veneto Jazz in collaborazione con la Regione del Veneto e la Città di Venezia e con il supporto di Fondazione Antonveneta ed Enel, main sponsor della manifestazione.
Venezia - Dopo il consueto e caotico andirivieni turistico che caratterizza tutte le giornate della più celebre piazza italiana, verso sera arriva il momento di "chiudere il traffico" e di trasformare San Marco in quel teatro dalle scenografie uniche e inimitabili, circondato dalla Basilica e dal campanile, sul quale presto è destinato a prender posto un’artista altrettanto singolare. Compostamente, in ossequiosa venerazione, il folto pubblico si prepara ad assistere a una serata del tutto particolare: il cantautore astigiano si esibirà con l’Orchestra Sinfonica di Venezia, diretta dal maestro Bruno Fontaine, in una produzione speciale che vedrà in scena la nutrita band dell’artista e gli 80 elementi dell’Orchestra con l’inserimento di solisti del Teatro La Fenice. Con il leggero ritardo delle grandi occasioni, Paolo Conte sale sul palco assieme alla sua spettacolare band composta dai virtuosi e talentuosi Daniele di Gregorio (pianoforte, batteria, marimba), Jino Touche (contrabbasso, chitarra), Daniele dall’Omo (chitarra), Massimo Pitzianti (pianoforte, tastiera, fisaemonica, bandoneon, clarinetto, sax baritono), Claudio Chiara (basso–tastiera–fisarmonica-sax alto-sax tenore–sax baritono – flauto), Luca Velotti (sax soprano–sax tenore-sax contralto-sax baritono-clarinetto), Lucio Caliendo (oboe – fagotto – percussioni – tastiera) Piergiorgio Rosso (violino). Subito il pubblico si prodiga in un generoso e rispettoso applauso, trasformatosi presto in acclamazione non appena iniziano a piovere le note di Il quadrato e il cerchio, tratto dall’ultimo album Psiche, con cui si apre il concerto. Ormai la breccia nel cuore e nei ricordi degli spettatori è aperta e allora si susseguono rapidamente grandi successi, più o meno recenti, con Sotto le stelle del Jazz, Via con me, Bartali, Genova per noi, Bella di giorno e Lo zio, sulle note della quale, lasciando spazio alla magica abilità solistica dei sempre perfetti artisti della sua band, si chiude la prima parte dello spettacolo. Dopo una breve pausa entra invece in scena il suono ricco, pieno e vigoroso degli ottanta elementi della Grande Orchestra Sinfonica di Venezia, sinergia perfetta per esaltare al meglio quella inconfondibile voce roca che si accompagna al piano, estensione naturale del multiforme talento artistico di Conte, e si sposa perfettamente con l’atmosfera ineguagliabile di una Venezia d’altri tempi. Si succedono così - nel segno del jazz e di qualche contaminazione latinoamericana, ma anche con qualche tocco d’oriente - perle rare e gemme ormai diventate patrimonio comune. Si va dalla ritmata Dancing alla romantica Chiamami adesso, dalla storica Alle prese con una verde Milonga (con luci e scenografie in tinta) a una frenetica Come Di, passando poi per successi come Gioco d’azzardo, Madeleine, Molto lontano, Gli impermeabili e Max. Il pubblico stenta a trattenere la standing ovation e quando il triste momento della fine arriva, e l’orchestra intona con tutta la sua energia e passione Eden, non ci potrebbe essere commiato migliore, se non, forse, con il bis più amato e desiderato, che arriva subito e fa tremare la piazza tra gli applausi: Via con me, una poesia universale. Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com - Romina Greggio
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