Paolo Migone al Duse colleziona numeri in sala e molti applausi

Al termine dello spettacolo il comico si schiera apertamente con Grillo

Un successone la tappa bolognese di Paolo Migone al Teatro Duse, il 22 marzo.
“Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” è andato in scena il 22 marzo al Teatro Duse

Sala piena, molte risate, tanti applausi e persino una foto finale che lui stesso chiede di poter fare in mezzo al pubblico, perché – dice – “sono il primo italiano ad essere uscito dalla crisi. Riempio i teatri”, e manda tutti a quel paese. Lo fa scherzando, ma lo spettacolo riesce davvero, mette allegria, richiama pubblico da ogni dove qualunque sia la città in cui viene presentato. È un lavoro ben strutturato e dal ritmo veloce, non noioso.

John Gray e il suo bestseller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” è l’idea iniziale da cui prende le mosse Migone; lo sviscera come se stesse facendo una lezione universitaria – e infatti proprio come un’aula di fortuna è allestita la scenografia, se si fa eccezione per qualche idea aggiunta da lui stesso (lo skate, ad esempio, che dice di aver inserito nello spettacolo perché piace tanto a suo figlio, che ha tredici anni).

Il tema già di per sé fa sorridere: l’eterna battaglia – e diversità – tra uomo e donna. D’altra parte, non è neppure il primo comico a parlare di temi del genere, ma la messa in scena di Paul Dewandre e Migone in veste di professore questa volta funzionano molto bene.
E così si parte a elencare, tra una battuta e un tocco di humor, tutte quelle differenze inevitabili tra maschi e femmine: competenza vs relazione, sequenzialità vs poli-funzionalità, razionalità vs emozionalità. Niente di nuovo, a dire il vero, anche perché il libro di Gray è uscito ormai da parecchio tempo; però si sa, la formula vincente la fa il modo in cui le cose vengono raccontate, e quello di Migone è uno dei migliori degli ultimi anni, se si passa in rassegna i tanti comici che tutti i giorni allestiscono spettacoli a teatro.

Sul palco si avvale di una finto bidello, nessun altro. Due ore di monologo le regge tutte da solo, ma non sembra far fatica a mantenere l’ilarità alta. Dopotutto, di esempi da portare ce ne sono a bizzeffe: dagli uomini che si lavano solo ai primi appuntamenti alle infinite chiacchierate telefoniche delle donne, dai maschietti che non sono mai stati al museo e hanno un rapporto conflittuale con la madre alle femminucce che cominciano a pensare alle scuole superiori dei figli già in prima elementare. Per concludere con un concetto piuttosto semplice: la donna è come un giardino; va curata tutti i giorni, non deve mai mancare di attenzioni.

L’ultimo, inatteso colpo di scena – se così lo si può chiamare – Migone lo regala al suo pubblico al termine dello spettacolo, quando dal palco si schiera apertamente a favore di Grillo e del Movimento 5 Stelle: “Sono ragazzi che hanno la voglia e l’intenzione di apportare un cambiamento reale nel Paese. Li stiamo pugnalando alle spalle prima ancora che inizino a lavorare. Diamogli fiducia per almeno un anno, lasciamoli lavorare”. E di Grillo parla più che bene. Poi saluta, chiude il sipario e riparte per un’altra città.

Il programma del Teatro Duse prosegue con la Rockopera “Abbadream” il 5 aprile e Giorgio Comaschi il 6 e 7 aprile.

www.chiaragiacobelli.com

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.