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"Parle moi d’amour" di Philippe ClaudelParliamo di noidi Flavia Crisanti Dal fortunato testo drammaturgico di Claudel, una piece in un atto che scandaglia la coppia moderna e piace al pubblico della Comédie des Champs – Elysees.
Philippe Claudel, scrittore francese di successo, noto per romanzi quali Rapport de Brodeck e La petite fille de Monsieur Linh, ha scritto un’unica piece teatrale, Parle le moi d’amour, che da ottobre viene portata sulla scena della piccola sala della Comédie. La commedia in un atto racconta la discussione di una coppia (gli anonimi Homme e Femme) di ritorno da una festa. Marito e moglie sulla soglia dei cinquantanni si rinfacciano vicedevolmente errori di gioventù, tradimenti, la poca responsabilità nei confronti dei figli (uomo) e l’eccessiva protezione verso due ’enfants’ che hanno più di vent’anni (donna). Si entra nella vita privata della coppia, in cui la donna sembra essere stata sempre sottomessa al marito che, dal canto suo, non le è mai stato fedele. Le battute agiscono come coltellate che smantellano, minuto dopo minuto, l’universo famigliare della coppia benestante. Eppure, sul finale, basta una carezza per ritrovarsi innamorati e felici di vivere insieme. Il testo di Claudel è volutamente ambiguo: spinge da un lato verso la risata, il gioco di parole, verso un’accumulazione di situazioni che portano alla risata del pubblico (spesso insistendo sulla satira politica), ma, dall’altro, l’enfatizzare alcuni concetti e chiudere velocemente con la ritornata armonia di coppia, sembra voler invitare lo spettatore a riflettere su ciò che sta vedendo. Dopo le risate (l’interpretazione di Michel Leeb e Caroline Silhol segue perfettamente le pieghe drammatugiche), lo spettatore dovrebbe comprendere che non vi è nulla di comico in quello che sta vedendo, visto che ha davanti a sé la crisi di una famiglia senza valori (se non quello del denaro come sottolinea la bella regia di Michel Fagadau) che rimane insieme per la rispettabilità imposta dalla classe d’apparteneneza. Parle le moi d’amour di Philippe Claudel con Michel Leeb e Caroline Silhol Regia di Michel Fagadau Durata 90 min.
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