VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
"Pasolini Mediterraneo"Una mostra di costumiComunicato stampa pubblicato venerdì 24 ottobre 2008 Il nome di Pier Paolo Pasolini è indissolubilmente legato a quello di Danilo Donati che ha creato per il regista i costumi della maggior parte dei suoi capolavori e il prestigioso binomio, a sua volta, si associa al marchio della Sartoria Farani che quegli abiti di scena ha realizzato. Così, quando Maurizio Scaparro ha pensato ad una mostra nell’ambito di “MEDITERRANEO - LABORATORIO INTERNAZIONALE DEL TEATRO” de LA BIENNALE TEATRO DI VENEZIA 2008, dagli armadi della Sartoria – custode di un patrimonio inestimabile - sono usciti i meravigliosi abiti che Donati ha disegnato per i film “mediterranei” di Pasolini.
Un percorso attraverso l’opera del regista che ne rilegge, attraverso l’angolatura della collaborazione con il grande costumista, la disperata vitalità trasfusa in personaggi mitici ed umili al tempo stesso. La mostra presenterà i costumi dei Sacerdoti dal Vangelo secondo Matteo (1964), che Pasolini girò a Matera, di Edipo re (1967) - girato nella casbah di Ouarzazade in Marocco - si potranno vedere gli abiti di Edipo (Sergio Citti), Tiresia (Julian Beck) e Laio (Luciano Bartoli); di Porcile (1969), con riprese fatte tra l’Etna e Catania, saranno esposti alcuni abiti dei soldati, da Il Decameron (1971), filmato tra Napoli, Caserta e la Sicilia, provengono il vestito della Madonna (Silvana Mangano) e due costumi di comparse femminili; infine, da Il fiore delle mille e una notte (1974) - per cui Pasolini girò in Marocco, in Tunisia e nello Yemen – è stato scelto un gruppo sfarzoso e coloratissimo di 14 abiti indossati da comparse. L’esposizione di Palazzo Mocenigo propone i “costumi-sculture”, i tessuti creativi, i tagli d’epoca e i drappeggi misteriosi così accuratamente elaborati, grazie ai quali Danilo Donati ha tradotto in “materia vestita” la materia impenetrabile dei personaggi, visionari, simbolici o dannati che, da ogni angolo del Mediterraneo, ci sono stati trasmessi dall’occhio fotografico di Pasolini. La mostra è affiancata da un ciclo di film e documentari di Pier Paolo Pasolini a cura di Italo Moscati e da un’esposizione fotografica in collaborazione con Circuito Cinema Venezia e Cinemazero – Pordenone. La Sartoria Farani nasce dalla passione di Piero Farani, per il costume e la sua storia. Dopo un inizio come attore alla radio, nella storica sede di Torino, alla fine degli anni cinquanta, Piero Farani si ritrova a Roma dove, come tanti altri giovani affascinati dal mondo dello spettacolo. L’incontro con Danilo Donati segnò definitivamente la sua strada. Assunto come assistente per preparare i cappelli di uno spettacolo, si ritrovò nella Sartoria Anna Mode, dove l’atmosfera magica che si respirava finì per conquistarlo. Da semplice assistente in breve tempo divenne direttore e nel 1962 aprì una sua sartoria in Via Mazzini. In quegli anni cominciò anche a collezionarne abiti autentici dal 1750 fino al novecento, raccogliendo le firme delle più note sartorie degli anni ’30 e ’40 e l’alta moda dagli anni ’50 ai ’70. Nel frattempo continuava a creare costumi per le più importanti produzioni nel campo della prosa, della lirica e del cinema. A partire dagli anni ’80, la Sartoria si è specializzata proprio in produzioni liriche e di prosa ed ha collaborato con i principali enti lirici italiani, con il Metropolitan Theatre di New York, l’Opèrà di Parigi, il Covent Garden di Londra ed altri teatri nel mondo, avvalendosi della collaborazione di noti costumisti e consentendo nel contempo a molti giovani di affermarsi. Dal 1982 lo affianca, prima come assistente, poi come direttore, Luigi Piccolo (Giuti) che dalla morte di Farani continua la tradizione della casa. Danilo Donati (Luzzara 1926 - Roma 2001), dopo gli studi a Firenze - alla Scuola d’Arte di Porta Romana e poi all’Accademia di Belle Arti, dove è stato allievo di Rosai - esordisce nel 1954 a Milano vestendo i protagonisti teatrali della Vestale per la regia di Luchino Visconti. La collaborazione con il "Conte rosso" durerà fino alla fine degli anni ’50. Il debutto nel cinema è del 1959 con La Grande guerra di Mario Monicelli; in seguito Danilo Donati lavorerà con i più grandi registi contemporanei, tra cui Visconti, Pasolini, Fellini, Zeffirelli, Bolognini, Bondarciuk, Benigni. Federico Fellini lo convince a diventare anche scenografo per film come Satyricon, Roma, Amarcord, Casanova, Ginger e Fred e Intervista. L’incontro con Pier Paolo Pasolini avviene sul set de La ricotta, per cui crea gli splendidi costumi ispirati a Pontormo e a Rosso Fiorentino. Donati progetterà poi le scene di tutti gli altri film di Pasolini, compreso l’ultimo, Salò o le 120 giornate di Sodoma. Premiato con ben due Oscar (per Romeo e Giulietta di Zeffirelli e Casanova di Fellini), non andò a ritirarli. Eventi
da martedì 28 ottobre 2008 a domenica 30 novembre 2008Pasolini MediterraneoVenezia Dal 28 ottobre al 30 novembre
10.00 - 16.00 - chiuso lunedì
Inaugurazione martedì 28 ottobre – ore 12.00
Museo di Palazzo Mocenigo
Santa Croce 1992
biglietteria e informazioni: tel. 041 721798
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





