VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
29 Torino Film Festival – Festa Mobile. Figure nel paesaggio "Pater" di Alain CavalierReale o non reale?di Rinaldo Vignati Alain Cavalier, l’appartato regista di Thérèse (1986) e Vincent Lindon, il protagonista di Welcome (2009) diventano, rispettivamente il presidente della repubblica e il primo ministro, impegnati nel promuovere una legge che fissi un tetto massimo alle differenze tra i redditi più alti e quelli più bassi. Allo stesso tempo, però, rimangono ancora Alain Cavalier e Vincent Lindon.
In questo film, infatti, i confini tra finzione e realtà vengono continuamente scavalcati e rimessi in gioco. E così il film – che si svolge non nei palazzi del potere, come richiederebbero le regole della finzione, ma in normali interni altoborghesi – ci mostra le discussioni preparatorie sulla storia e la “messa in scena” della storia stessa, senza che tra questa e quelle vi siano nette soluzioni di continuità. Allo spettatore non sempre è chiaro chi siano le figure che passano sullo schermo: chi sta parlando in questo momento davanti allo specchio? Alain Cavalier o il personaggio del presidente della repubblica? Il film, anzi, complica ulteriormente le cose. In primo luogo, perché i personaggi sono dei politici, ossia individui impegnati in un mestiere che implica la finzione, la recitazione: possiamo così vedere Vincent Lindon che recita la parte di un primo ministro che, a sua volta, si prepara ad assumere una certa parte per recitare un discorso. In secondo luogo, perché, anche fuori dalla scena, l’interprete, ossia l’individuo reale (ossia ognuno di noi, nella vita quotidiana) recita, assume dei ruoli, talvolta finge, o inventa: quando Vincent Lindon è Vincent Lindon (e non il primo ministro) – ad esempio, quando si innervosisce raccontando dell’amministratore di condominio – sta raccontando la sua reale esperienza o sta inventando? Pater è dunque una riflessione sui confini tra la realtà e la finzione (e tra l’improvvisazione e il testo scritto e tra il dietro le quinte e il proscenio). E anche sulle similitudini fra tre particolari rapporti dualistici nei quali si mescolano fiducia e rivalità (quello tra padre e figlio, quello tra regista e attore e quello tra il presidente della repubblica e il suo primo ministro nel sistema politico della V repubblica). Di fronte a questo film a metà tra il quaderno d’appunti e il saggio, lo spettatore che vuole delle storie “bien faites” se ne fugge presto a gambe levate. Lo spettatore meglio disposto può invece rimanere intrigato per i risvolti “teorici” dell’operazione e per le potenzialità di una pratica a suo modo “estrema” di cinema fuori dagli schemi produttivi convenzionali. Ma, ogni tanto, non può fare a meno di chiedersi – rimanendo indeciso sulla risposta – se per caso il gioco non venga tirato un po’ per le lunghe. Titolo originale: Pater Nazione: Francia Anno: 2011 Regia: Alain Cavalier Durata: 105’ Cast: Vincent Lindon, Alain Cavalier, Bernard Bureau, Jonathan Duong, Hubert-Ange Fumey, Jean-Pierre Lindon Produzione: Camera One Vendita all’estero: Pathé 29 Torino Film Festival – Festa Mobile. Figure nel paesaggio
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





