VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
"Perché dobbiamo fare più figli" di Piero Angela e Lorenzo PinnaIl nostro futuro? Parliamonedi Alessandro Rosanò Diritto, politica, economia, scienza delle finanze, sociologia, statistica… La complessa tematica del crollo delle nascite viene affrontata nell’ultima opera del più noto divulgatore scientifico italiano, il papà di Quark, sotto qualsiasi punto di vista, non lasciando nessun campo del sapere inesplorato, pur di far comprendere come oggi questo rappresenti il problema dei problemi.
Prendiamo la foto di gruppo di un matrimonio, sui gradini della chiesa nel 1951, in alto si noterà un gruppo esiguo di persone anziane, nella parte centrale un numero medio di giovani adulti e nella parte bassa una miriade di bambini. Prendiamo ora la foto di gruppo di un matrimonio nel 2007. La situazione risulterà radicalmente invertita. Molti anziani, un numero medio di giovani adulti e pochi bambini. Questo è l’esempio da cui parte il libro per chiarire come la piramide demografica (l’indicatore della composizione della popolazione per fasce d’età) abbia subito uno spaventoso cambiamento nel corso di circa cinquant’anni in Italia: le nascite sono nettamente calate, con un numero di figli per donna che è passato da 4,5 del 1900 all’1,34 del 2008 (comprensivo dei figli degli immigrati), la speranza di vita media è aumentata, passando dai 35,4 anni del 1880 agli 80,5 del 2008, di conseguenza la popolazione si presenta notevolmente invecchiata. E’ un problema? Certo che lo è, basta pensare alla difficile situazione relativa alle pensioni: se il numero di giovani diminuisce sempre di più, chi sosterrà il peso delle pensioni da pagare a chi ha smesso di lavorare? Ma si può pensare anche alla materia delle spese sanitarie, con lo Stato che per un anziano ultra sessantacinquenne spende tre volte di più che per un cittadino al di sotto di quell’età e con gli anziani (20 % della popolazione) che pesano per il 42 % sul Fondo sanitario nazionale. E poi vi è un problema di ricerca e innovazione: se la società è fatta di anziani, dove si potranno trovare le idee necessarie al suo rinnovamento e a far fronte alle sfide del millennio? Tutto questo (e molto altro) è condensato in “Perché dobbiamo fare più figli”. Squadra che vince non si cambia: dopo il successo de La sfida del secolo uscito sempre per Mondadori nel 2006, Piero Angela e Lorenzo Pinna (giornalista della redazione di Quark) ritornano con un altro libro e un’altra analisi di un problema capitale. Nel precedente si parlava di energia, in questo di nascite, utilizzando sempre la forma del dialogo. Le domande di un anonimo interlocutore servono agli autori da spunto per passare ai raggi X il problema della scarsa natalità. Dati, una sequela senza fine di numeri, percentuali e grafici accompagna la trattazione e risulta fondamentale per comprendere la situazione attuale e le previsioni (fosche) relative ai prossimi cinquant’anni. Angela e Pinna non sono catastrofisti, hanno la consapevolezza delle difficoltà cui andremo incontro, ma ritengono comunque che dalla presa di coscienza possa derivare la capacità di far fronte ai problemi. Interessante l’invito con cui si chiude (quasi) ogni capitolo e che serve ad introdurre quello successivo: “Parliamone”. Non eccedere in inutili allarmismi non significa dover pensare che tutto vada bene nel migliore dei mondi possibili. Il confronto con il problema e tra esperti (dei diversi campi toccati dall’analisi dei due autori) sembra configurarsi come la giusta via per giungere ad una soluzione, prima che sia troppo tardi. Piero Angela e Lorenzo Pinna, Perché dobbiamo fare più figli, Mondadori, 2008, pagg. 245, 17,00 euro.
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2008 Creative Commons |





